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Nasce il make up inclusivo: il trucco è per tutti

Trucchi e strumenti per chi ha difficoltà e disabilità motorie ma non rinuncia al beauty

Nasce il make up inclusivo: il trucco è per tutti

Il mondo prova a essere sempre più inclusivo e così i brand, primi ambasciatori delle tendenze. Lo abbiamo visto con Nike e le sue scarpe che si indossano senza sforzi per la gioia di chi ha alcune difficoltà a chinarsi. Nel mondo Beauty, per ora sono le piccole aziende a lanciare il trend, nella speranza di aprire la strada a una macro tendenza inclusiva. Arriva così il maquillage a misura di disabilità. The Vamp Stamp è il nome dei trucchi a timbro sviluppati da Veronica Lorenz, colpita da difficoltà motorie a causa di un tumore; per chi non riesce a disegnare gli occhi con l’eyeliner per difficoltà motorie o tremori, i suoi pennarelli con tampone di colore in punta sono una vera e propria manna dal cielo (ma anche per tutte le persone imprecise e poco manuali). Ci sono poi i pennelli da trucco con presa facilitata per chi soffre di artrite, ad esempio. In quest’ottica il mercato di riferimento potrebbe essere anche quello delle signore in là con l’età che non vogliono rinunciare a farsi belle. Non è solo un discorso etico, si tratta di un vero e proprio goal di marketing, ampliare il mercato: pare che il potere di spesa delle persone con disabilità e delle loro famiglie sia stato valutato sui 6 trilioni di dollari negli USA per la beauty diversity. Cifre che valgono lo sforzo, soprattutto se è basato su un’ottima idea inclusiva.  

Ad aiutare la svolta sono le influencer, che possono decidere la buona o la cattiva sorte di un’idea. Una tra tutte Madison Lawson, firma di Teen Vogue e Glamour, ha due forme di distrofia muscolare per cui è su una sedie a rotelle fin da bambina; Lawson ha migliaia di seguaci e dispensa frequentemente consigli su beuty e make up. 
In Italia, Martina Tarlazzi, pedagogista e truccatrice di Lodi tiene dei laboratori di trucco per persone con disabilità dal nome “Ma come ti trucchi?” e ha spiegato: "Perché io, se ho l'acne, posso curarmi con mille creme e cremine mentre se una persona con disabilità ha l'acne se la deve tenere? Perché io ho diritto al relax, a farmi bella, ad andare alla spa o dall'estetista e una persona con disabilità no? Il mio lavoro ha le radici in queste domande".  Come darle torto, basta pensarci ma le cose che si possono fare per rendere la disabilità una variabile e non qualcosa di meno, sono tante e vanno fatte tutte! 

 

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