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Denise Pipitone; riaperto il caso

La procura di Marsala ha deciso di aprire una nuova indagine dopo 17 anni

Denise Pipitone; riaperto il caso

Il caso di Denise Pipitone è recentemente tornata sotto i riflettori per via della somiglianza con una ragazza russa, anche se poi la faccenda si è conclusa in un nulla di fatto. Ora si riaccende la speranza, almeno di chiarire che cosa sia successo. La procura di Marsala ha riaperto le indagini con il sospetto che quelle svolte precedentemente non siano state fatte in maniera scrupolosa.
Tutto è partito dalle rivelazioni della ex PM Maria Angioni che indagò sul caso all’epoca della scomparsa della bimba e che ha fatto dedurre che ci fossero stati depistaggi o quanto meno imprecisioni nel lavoro svolto dagli investigatori. L’ex PM ha dichiarato di avere il sospetto che ci fossero fughe di notizie sull’indagine in corso e che le persone intercettate sapessero di avere i telefoni sotto controllo.
Sul caso si è espresso anche che l'ex Procuratore di Marsala (Trapani) Alberto Di Pisa, in una dichiarazione rilasciata ad Adnkronos: "Ritengo che la riapertura delle indagini non può approdare a nulla finché non ci sono elementi nuovi, non conosciuti all'epoca e che quindi consentirebbero di ripartire con le indagini, ma se la situazione resterà statica, allora non si arriverà nulla". Per quanto riguarda l’ipotesi dei depistaggi, avanzata da Angioni, l’ex procuratore è scettico: "Ammesso che si accerti che sia stato fatto un depistaggio, con dolo, qui sembra invece si tratti di casi di negligenza, forse della Polizia, dopo 17 anni è tutto prescritto. Non c'è il reato di depistaggio ma di abuso d'ufficio o calunnia, che si prescrive dopo sei anni". La strada per la verità sembra ancora lunga, ma almeno qualcosa si muove. 

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