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Preoccupazioni per i casi Covid tra i calciatori degli Europei, ma il protocollo è severo

Positivi Kulusevski, Svanberg, Busquets, e Llorente

Preoccupazioni per i casi Covid tra i calciatori degli Europei, ma il protocollo è severo

Gli Europei sono quasi al via con la partenza ufficiale fissata per l’11 giugno. Insieme alla trepidante attesa arrivano però i primi casi positivi Covid, ormai numerosi: prima Dejan Kulusevski e Mattias Svanberg, rispettivamente di proprietà di Juventus e Bologna,  e poi è arrivata anche la notizia di un secondo contagio nella nazionale spagnola, dopo Sergio Busquets, anche Diego Llorente è risultato positivo al tampone eseguito ieri mattina. Esiste un protocollo specifico per gli Europei, diffuso dalla Uefa per ridurre al minimo il rischio contagio che prevede di vaccinare i giocatori quando possibile. L’Italia così ha fatto e comunque i giocatori continueranno ad essere sottoposti a tampone ogni 4 giorni.
I giocatori risultati positivi potranno essere sostituiti ma solo fino al momento della prima competizione degli Europei, se si ammalassero da quel momento in poi sarebbero considerati normali infortunati. Per poter scendere in campo ogni squadra deve avere almeno 13 giocatori negativi al tampone compreso un portiere; se questo non dovesse accadere si può riprogrammare la partita nelle 48 ore successive, se non fosse possibile è prevista la sconfitta a tavolino 3-0. Se a essere positivo fosse invece l’arbitro, la Uefa può scegliere un sostituto, un direttore di gara che potrà anche appartenere a una delle due nazionalità in campo, cosa del tutto inedita. 

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