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Federica Pellegrini chiude settima la gara che la consacra leggenda

La nuotatrice è l’unica nella storia ad aver conquistato 5 finali olimpiche nella stessa disciplina

Federica Pellegrini chiude settima la gara che la consacra leggenda

L’ultima finale olimpica di Federica Pellegrini si è conclusa stanotte a Tokyo con il settimo posto per lei. Ma l’obiettivo della campionessa italiano, lo ha sempre detto, era centrare l'arrivo in finale. La medaglia d’oro è stata vinta dall’australiana Ariarne Titmus, che ha così bissato la vittoria dei 400 stile libero. Argento a Haughey (Hong Kong), bronzo a Oleksiak (Canada). Federica Pellegrini ha chiuso in 1′55″91,  a 2′41″ dall’australiana. Nelle interviste post gara la Pellegrini era solare e ha provato a non piangere: ″È stato un bel viaggio, tanti anni di bracciate: me la sono goduta dall’inizio alla fine. Oggi è stato tutto bello, anche mentre nuotavo non si vedeva ma sorridevo. Era il momento giusto per me, mi hanno detto che queste cose si capiscono, come accendere e spegnere la luce. A questo sport io ho dato e ricevuto tutto quello che potevo. Quella di oggi è stata una delle gare più difficili e sicuramente una di quelle che ricorderò”.
“Tra pochi giorni farò 33 anni, è il momento più giusto - ha detto ai microfoni dell'intervistatrice - Ringrazio tutti quelli che mi hanno tifato e si sono svegliati di notte per seguirmi dall’Italia”. E il futuro? “Ma io ho tantissime cose da fare adesso. Prima di tutto tornare a casa che mi stanno aspettando tutti, festeggiare il mio compleanno perché 33 anni è un’età importante, poi ci dobbiamo far votare dagli atleti per il Cio, a settembre, si spera anche novembre ci sarà la Isl a Napoli, poi uscirà un docufilm, poi c’è in progetto un libro, poi le registrazioni di Italia’s got talent”.

Alla fine l'ultimo pensiero è per il compagno e coach Matteo Giunta:Se non ci fosse stato Matteo probabilmente avrei smesso qualche anno fa. Matteo è stato un grandissimo allenatore ed un compagno di vita speciale, spero lo sarà anche in futuro. La priorità era tenere l’immagine dell’allenatore e dell’atleta separati e siamo stati bravi molto in questo. È stata una persona fondamentale, una delle più importanti in questo percorso sia umano che sportivo”.

Alzi la mano chi non si è commosso guardando o leggendo le interviste di Federica Pellegrini.

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