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Tassare anche le mance: questa la sentenza della Cassazione

Sono da considerare redditi da lavoro dipendente

Tassare anche le mance: questa la sentenza della Cassazione

La causa tra l’Agenzia delle Entrate e un uomo impiegato con mansioni di capo ricevimento in un hotel in Sardegna si è conclusa con una sentenza che fa paura a tutti coloro che beneficiano di mancia sul lavoro: la Suprema Corte ha infatti stabilito chein tema di reddito da lavoro dipendente le erogazioni liberali percepite dal lavoratore dipendente in relazione alla propria attività  lavorativa, tra cui le cosiddette mance, rientrano nell’ambito della nozione onnicomprensiva di reddito fissata dall’articolo 51, primo comma, del dpr 917/1986 e sono pertanto soggette a tassazione”. 
Se pensate a due spiccioli, vi state sbagliando, il contenzioso riguardava oltre 83mila euro di mance accumulate nel 2007 dal dipendente. La commissione tributaria della Sardegna aveva dato ragione all’uomo in quanto le mance sono “percepite direttamente dai clienti senza alcuna relazione con il datore di lavoro” e sono del tutto casuali e arbitrarie. Ma la Cassazione ribadisce: “l’onnicomprensività del concetto di reddito da lavoro dipendente giustifica la totale imponibilità di tutto ciò che il dipendente riceve, anche, quindi, come nel caso in esame, non direttamente dal datore di lavoro, ma sulla cui percezione il dipendente può fare, per sua comune esperienza, ragionevole, se non certo, affidamento”. Ora il caso dovrà essere ridiscusso in Commissione tributaria regionale. seguendo le linee guida dettate dalla Cassazione. I camerieri possono però stare tranquilli, a meno che non ricevano cifre a 4 zeri come mance. 

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