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Tampon tax: iva dal 22 al 10%

In italia abbiamo gli assorbenti più cari d’Europa

Tampon tax: iva dal 22 al 10%

La battaglia per l’abbattimento dell’iva sugli assorbenti è in auge già da molti mesi. Ieri la svolta: l’imposta scenderà dal 22% al 10%. La riduzione della tampon tax è stata inserita dal governo nella Manovra di Bilancio 2022. Il nostro Paese detiene infatti il triste primato degli assorbenti più cari d’Europa: nel Regno Unito l’Iva è al 5%, in Francia al 5,5, in Germania nel 2019 grazie a una petizione è scesa dal 19 al 7%. La tassa italiana sui prodotti di igiene femminilie è sul livello dei paesi del nord come Danimarca, Svezia e Norvegia (25%). Già 2 anni fa il governo provò ad andare incontro alla richiesta di taglio, fissando la tassa al 5% ma solo per assorbenti compostabili e biodegradabili, praticamente irreperibili sul mercato.
Il risparmio per le donne italiane non cambierà la vita a nessuna, ma la battaglia è principalmente ideologica; la tesi sostenuta è che non si possano considerare gli assorbenti come beni di lusso con iva al 22%, quando i beni di prima necessità (come il cibo, ad esempio) sono tassati il 10%. Se si pensa che una confezione da 14 pezzi costa circa 4-5 euro e normalmente servono circa due scatole al mese, mediamente il costo arriva a circa 126 euro in un anno, di cui 23 euro di Iva. Ora questa cifra verrà dimezzata, arrivando a risparmiare circa 10 euro l’anno. Gli assorbenti sono quindi riconosciuti come bene essenziale per tutte le donne, non una scelta di lusso. 

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