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Samantha Cristoforetti battezza una nuova costellazione di satelliti: si chiamerà Iride

L’astronauta in call dallo spazio ha raccontato i progetti italiani nello spazio

Samantha Cristoforetti battezza una nuova costellazione di satelliti: si chiamerà Iride

Durante la prima inflight call della sua missione Samantha Cristoforetti ha annunciato il nome dato alla nuova costellazione satellitare di Osservazione della Terra. Si chiamerà Iride. Il nome è risultato vincitore del concorso “Spazio alle idee” dedicato alle scuole e lanciato dal Dipartimento per la trasformazione digitale con il Ministero dell’istruzione e con l’Asi per dare un nome alla futura costellazione satellitare per l’osservazione della Terra in orbita bassa. “Nella mitologia greca – ha spiegato Cristoforetti – Iride è la messaggera degli dèi, responsabile di comunicare il loro volere agli esseri umani perché potessero agire tempestivamente. Allo stesso modo, i dati e i messaggi raccolti e comunicati dalla costellazione Iride aiuteranno l’umanità ad agire tempestivamente, per esempio per mitigare il problema del cambiamento climatico. La costellazione satellitare verrà realizzata in Italia e completata entro cinque anni con il supporto dell’Esa e dell’Asi grazie alle risorse del Pnrr. La costellazione sarà utile anche per la Protezione Civile e per le amministrazioni per contrastare il dissesto idrogeologico e gli incendi, tutelare le coste, monitorare le infrastrutture critiche, la qualità dell’aria e le condizioni meteorologiche. 
Durante la giornata sono stati anche presentati gli otto esperimenti italiani previsti per la missione europea Minerva. Si va dalla medicina alla fisica, passando per la scienza degli alimenti. Infine Cristoforetti ha parlato più in generale del viaggio in corso e del suo nuovo ruolo di maggiore responsabilità rispetto alla sua precedente missione: “Stavolta sono responsabile dello United States Orbital Segment (Usos), il modulo statunitense, e certamente ho molta più responsabilità, dato che devo mantenere il controllo completo di quello che avviene a bordo, avere consapevolezza di quello che stanno facendo i miei colleghi, di come sta andando la giornata, se qualcuno è in ritardo, se qualcuno ha delle difficoltà, cosa possiamo fare per aiutarci a vicenda perché a fine giornata tutti abbiano fatto i compiti che ci erano stati assegnati. E in più ho la responsabilità di mantenere le comunicazioni con il grandissimo team a Terra: nel segmento americano siamo in 4, ma a Terra c’è una squadra molto nutrita di persone che organizzano, decidono, ci supportano, e con i quali va mantenuta una comunicazione aperta ed efficace”. 

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