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Le api sono sempre meno: a rischio i processi di impollinazione

L’allarme del WWF in occasione della Giornata Mondiale delle Api

Le api sono sempre meno: a rischio i processi di impollinazione

Il numero sempre più esiguo di api è un problema serio, come fa notare il WWF proprio oggi, 20 maggio, Giornata Mondiale delle Api: si tratta di insetti da cui dipende circa il 90% di tutte le piante selvatiche con fiore e l’80% delle piante produttrici di cibo e prodotti per il consumo umano. Secondo il WWF, il 40% delle specie impollinatrici sarebbe a rischio estinzione: “Un'estinzione silenziosa che mette a rischio la biodiversità globale, ma anche la nostra capacità di produrre cibo in maniera naturale”, avverte l’associazione. Tra gli insetti impollinatori non ci sono solo le api, che amano fiori profumati come rosmarino, salvia e alcune orchidee, ma anche i coleotteri, ad esempio, che invece amano la magnolia e il sambuco. E poi anche vespe, farfalle e falene  ma il loro numero è sempre più esiguo e lo dimostra un recente studio nel Regno Unito che ha analizzato il numero di impatti con il parabrezza delle auto: si registra un calo di quasi il 60% del numero di insetti alati in quasi vent’anni, dal 2004 ad oggi. Per far fronte a questo dramma ambientale, il WWF ha lanciato il progetto “Diamo una casa alle api”, che prevede una raccolta fondi per creare e gestire venti nuove aree dedicate agli impollinatori nelle oasi sparse su tutto il territorio nazionale. “Ma tutto questo non basta – afferma il WWF –. È indispensabile mettere al bando i pesticidi più nocivi, lasciare più spazio alla biodiversità negli ambienti agricoli, contrastare il cambiamento climatico, anche attraverso delle iniziative organizzate in diverse parti d’Italia, a cui Wwf intende partecipare”

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