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In vacanza da soli, un fenomeno in crescita. E spuntano le vacanze "di gruppo" per solitari.

Sono i "solo traveller": single, ma anche persone sposate e pensionati con la voglia di partire in solitaria. E le compagnie di viaggi ne fanno una fortuna!

In vacanza da soli, un fenomeno in crescita. E spuntano le vacanze "di gruppo" per solitari.

Il lato piacevole della solitudine. È questo che un numero sempre maggiore di viaggiatori riesce ad assaporare. E così le vacanze in solitaria diventano una tendenza attuale. A dirlo è un sondaggio effettuato da Speed Vacanze secondo cui nel corso del 2017 il settore relativo ai viaggi dei single subirà un incremento del 9%.

Ma come mai? Chi sono questi viaggiatori che amano sperimentare il viaggio senza una dolce metà che li completi né un gruppo di amici che li accompagni? Se pensate si tratti solo di single, vi sbagliate. A optare per vacanze in solitaria ci sono giovani alla ricerca di avventure, ma anche donne sposate che decidono di partire da sole dopo aver aspettato invano il marito o, ancora, pensionati che si godono la libertà dal lavoro.  

 A spiegare meglio il fenomeno ci pensa Francesca Di Pietro, travel coach e fondatrice del sito viaggiaredasoli.net: “Il trend dei viaggiatori solitari è lo specchio del cambiamento dei tempi. Oggi, infatti, sempre più persone sono single o divorziate”. 

E i dati Istat confermano questa teoria: se nel 1994 le famiglie unipersonali rappresentavano il 21,1% del totale italiano, oggi sono il 31,10%. Ben 10 punti in più nell'arco di un ventennio. “A essere cambiate comunque – continua Di Pietro – sono anche le abitudini delle persone. C’è chi parte in periodi diversi da quelli classici di chiusura aziendale, chi non riesce a far coincidere i propri giorni di ferie con quelli del partner o chi semplicemente vuole fare un’esperienza nuova. Va fatta poi un’ulteriore distinzione: un conto è andare in vacanza, un altro invece è andare in viaggio. Le vacanze in genere durano pochi giorni o settimane, mentre i viaggi possono durare anche mesi o anni perché implicano una ricerca. Alcuni riescono a trovare ciò che cercano in poco tempo, ma di solito chi è alla ricerca di sé impiega più tempo per rispondere alle proprie domande”.

A suscitare particolare interesse è il primo caso, quello della vacanza in solitaria. Sull’ondata di tale fenomeno le agenzie e i siti di viaggi hanno strutturato dei pacchetti appositi, pensati per compagnie di singoli. Insomma, se volete fare un viaggio da soli (rispetto a chi già conoscete, ad amici e parenti) potete aggregarvi ad un gruppo di persone accomunate dallo stesso desiderio di libertà ed autonomia, almeno in vacanza.

Non si tratta però di viaggi completamente a scatola chiusa, anzi la politica adottata da uno dei siti che promuove i viaggi i solitaria, vagabondo.net, si basa sul motto “viaggia solo con chi ti piace” per cui, grazie a dei forum ,è possibile individuare le informazioni relative ai gruppi di viaggio (per quanto riguarda sesso ed età, ad esempio) ma anche scambiare pareri con gli altri componenti prima di partire.  Come spiega la portavoce di Vagabondo “grazie ai forum si possono scegliere i viaggi e i gruppi più adatti al proprio carattere. Ogni tanto, poi, capita che i partecipanti iscritti al viaggio decidano di incontrarsi dal vivo prima della partenza”.

A delineare la figura di quello che viene definito il “solo traveller”, ci pensa  Visa Global Travel Intentions Study 2015. Dal report in questione emerge che la maggior parte dei solo traveller sono giovani tra i 18 e i 35 anni ed in prevalenza uomini (60%), sebbene il fenomeno sia in crescita soprattutto tra la popolazione femminile, complice il fatto, spiega Di Pietro, “che le donne si sono aperte e ora fanno quello che vogliono fare”. Ad accomunare i solo traveller vi è poi il desiderio di “uscire dalla propria zona di comfort” per cui essi intraprendono viaggi all’insegna dell’attività, che si tratti di sport o anche volontariato.

Si tratta quindi di vacanze in cui non è la meta ad essere importante, ma tutto il resto, il viaggio in sé inteso come esperienza in cui si è soli, sì, ma in realtà non lo si è mai davvero.

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