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Sedicenne si slaccia la cintura per farsi un selfie: muore subito dopo

Kailee Mills aveva solo 16 anni. Era in macchina con alcuni amici, seduta sul sedile posteriore, e si è slacciata la cintura solo un istante per farsi un selfie. Istante che le è stato fatale

Sedicenne si slaccia la cintura per farsi un selfie: muore subito dopo

(Credits photo: instagram.com/kaileemillsfoundation/)

Kailee Mills aveva solo 16 anni quando se n’è andata.
Non è stata una malattia a portarla via. E certo non la sua giovanissima età.
La “responsabile” della sua morte è stata la distrazione di un attimo e il desiderio di scattarsi una foto.
 
Facciamo un passo indietro.
È il 28 ottobre 2017. Dopo una bella serata, Kailee e i suoi amici stanno tornando a casa in auto. Lei è seduta dietro quando all’improvviso decise di scattarsi un selfie per immortalare quella serata indimenticabile. Per fare la foto Kailee si slaccia la cintura. Solo un secondo e cambia tutto. Il suo amico alla guida perde il controllo dell’auto, la macchina si ribalta e Kailee viene sbalzata fuori dall’abitacolo.
Kailee muore perché aveva deciso di slacciarsi la cintura solo per un momento. Lei è stata l’unica vittima di quell’incidente: tutti i suoi amici, che avevano la cintura, hanno riportato solo ferite lievi.
Aveva solo 16 anni e studiava alla Klein Collins High School di Rothwood, in Texas.
 
I suoi genitori hanno deciso di fondare la “Kailee Mills Foundations”, un'organizzazione senza fini di lucro rivolta a sensibilizzare le persone sul tema della sicurezza stradale. Anche tramite dei mezzi “alternativi”, come l'applicazione di decalcomanie sui finestrini delle auto. La fondazione collabora con il Dipartimento dei trasporti del Texas. Insieme stanno organizzando una campagna sulla sicurezza caratterizzata da una mostra commemorativa in ricordo delle vittime della strada. Simbolo della mostra sono centinaia di scarpe bianche.
Come riportato da leggo.it, il padre di Kailee, David Mills, ha dichiarato:
«Rappresentano i quasi mille morti a causa di incidenti stradali, molti dei quali non indossavano la cintura di sicurezza. Le chiamano già "le scarpe dei fantasmi": mi sembra quasi di vederle tutte in piedi qui, quelle persone. Le uniche scarpe rosa presenti sono quelle di mia figlia: se quella sera non avesse slacciato la sua cintura, oggi sarebbe qui».

 

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