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Ecco perché è nata Ella, la Barbie che allontana la paura di essere diversi

L’idea di promuovere anche in Italia la diffusione gratuita delle bambole Barbie Ella della Mattel nasce da un’esperienza vissuta dal Presidente dell'Associazione No Profit ALOPECIA & FRIENDS di Claudia Cassia nel 2016 negli Stati Uniti.

Ecco perché è nata Ella, la Barbie che allontana la paura di essere diversi

L’idea di promuovere anche in Italia la diffusione gratuita delle bambole Barbie Ella della Mattel, nasce da un’esperienza vissuta dal Presidente dell'ASSOCIAZIONE NO PROFIT ALOPECIA & FRIENDS by Claudia Cassia, NEL 2016 negli Stati Uniti. Durante una serie di incontri con altre associazioni che si occupano di malati di Alopecia, Claudia Cassia è venuta a conoscenza di questa operazione “probono” che la Mattel realizzava insieme a Naaf (National alopecia areata fundation). Da tempo infatti Mattel insieme a questa associazione e alla CureSearch for Children's Cancer , distribuisce gratuitamente la bambola presso gli ospedali pediatrici oncologici, alle bambine e bambini malati di cancro o di alopecia che ne fanno richiesta . La Barbie Ella è stata realizzata dall'azienda per esaudire la specifica richiesta di due mamme, Rebecca Sypin, madre della piccola Kim, affetta di leucemia, e Jane Bingham, sottoposta a chemioterapia per curare un linfoma. Insieme hanno creato una pagina Facebook chiamata “Beautiful and bald Barbie” (Barbie bella e calva), che oggi ha superato i 125 mila like, in cui chiedevano alla Mattel di creare una bambola calva e l’azienda le ha accontentate.

La bambola Ella Amica di Barbie non è in vendita in nessun negozio, e neanche su web, di nessun Paese: la sua linea di produzione è stata creata per regalare a tutte le bambine che hanno perso i capelli per grave patologie la possibilità relazionarsi tra loro attraverso una bambola che non le farà più sentire inadeguate ma le aiuterà a sopportare il peso della loro diversità. Giocare con la Barbie calva, divertendosi a farle indossare bandane a parrucche in dotazione, le stesse che le piccole pazienti utilizzano, aiuta le bambine a superare più in fretta le proprie paure e ritrovare quella leggerezza che manca nella vita d’ospedale. Claudia Cassia al suo rientro in Italia ha contattato la sede italiana della Mattel riscontrando grande dispobilità e interesse ad introdurre la stessa operazione in Italia. Chiunque scriverà all'Associazione, il cui sito è www.alopeciaareataandfriends.com potrà compilare il modulo di richiesta della bambola che verrà consegnata alla piccola paziente. Claudia Cassia rivela che anche alcuni bambini hanno fatto richiesta della bambola, e che è allo studio un progetto per poter proporre anche ai maschietti un giocattolo in cui identificarsi e trarre conforto.
Molte Donne adulte con Alopecia Areata sentono il bisogno di avere questa bambola per rendere più agevole e naturale l' accettazione della loro condizione agli occhi dei propri figli .

L'ASSOCIAZIONE NO PROFIT ALOPECIA & FRIENDS da anni si batte affinché l malati di Alopecia Areata abbiano gli stessi diritti e facilitazioni economiche che il Servizio sanitario nazionale riserva ad altre patologie rare ed invalidanti. Fra le ultime azioni intreprese dall’associazione c’è quella della Intervista e conferenza stampa Interrogazione parlamentare per chiedere ufficialmente al Minstero della Sanità il riconoscimento di questa patologia in malattia e di promuovere un tavolo tecnico , composto da esperti del settore dermatologico, endocrinologico , amministrativo, auspicando che lavorino per raggiungere questo importante obiettivo .

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