Il percorso artistico e personale di un’interprete si misura spesso nella sua capacità di reinventarsi, spogliandosi delle vecchie rigidità per accogliere una nuova e consapevole maturità. Noemi incarna perfettamente questa evoluzione interiore. A 44 anni, forte di una carriera musicale costellata di primati, la cantautrice romana si riaffaccia sulla scena con una veste inedita. Dopo aver superato una fase complessa della propria vita caratterizzata da un disturbo dissociativo, Noemi riscopre il valore della spensieratezza e della femminilità, canalizzando questa potente energia nel suo ultimo progetto discografico.
Il sensuale ballo nel videoclip con Nikita Perotti
Il perno di questa rivoluzione espressiva è il brano intitolato Tu cosa fai questa sera, una composizione fortemente intima che esplora le dinamiche del desiderio e della passione corporea. All’interno del videoclip musicale, la cantante si cimenta in un sensuale ballo coreografato insieme al ballerino Nikita Perotti, strutturando una narrazione visiva fondata sull’attrazione e sul rifiuto.
Questa esperienza ha permesso all’artista di scardinare la propria storica riservatezza caratteriale, traducendosi in un aneddoto divertente legato alla vita privata, come racconta a Tgcom: “È una canzone molto autobiografica. La dimostrazione che, a volte, i pianeti si allineano. Sto vivendo una fase della mia vita in cui sento il bisogno di passione e di libertà, e questo brano racconta proprio questo. È una canzone che parla d’amore, ma anche del rapporto con sé stessi e con il proprio corpo. E io in questa fase mi sento così: vivo con leggerezza ciò che mi circonda. Realizzando il video sono entrata in contatto con una parte di me più adulta. Credo che la sensualità non dipenda solo dal corpo, ma da un’energia, da una presenza. È stato un percorso molto interessante e, anzi, consiglio a tutti di provare il tango almeno una volta. E mio marito si è pure ingelosito”.
La musa Raffaella Carrà
La struttura musicale del pezzo vive di un affascinante dualismo, alternando strofe cariche di pathos drammatico a un ritornello trascinante e disimpegnato. Per bilanciare questi chiari e scuri emotivi, Noemi si è liberamente ispirata alla cifra stilistica di Raffaella Carrà: “Le strofe sono molto drammatiche, mentre il ritornello introduce una leggerezza diversa. Mi ricorda molto l’approccio di Raffaella Carrà, che riusciva a raccontare storie piene di chiaroscuri con una straordinaria leggerezza. Raffaella è stata una delle mie muse. Nel ritornello sento molto la sua influenza. Ho persino registrato alcune voci ispirandomi al suo modo di cantare. Ho lavorato con lei e ho avuto modo di conoscerla bene. Era una donna straordinaria, un mito. Aveva un repertorio incredibile. Alcune sue canzoni, da bambina, ero convinta fossero di Mina. Era un’artista completa, la cui profondità è spesso sottovalutata”.
La metamorfosi di Noemi: “Io sono un po’ una Benjamin Button”
I 40 anni rappresentano per la cantante una stagione di assoluta serenità, lontana dalle insicurezze che avevano contrassegnato la giovinezza. Il rapporto con la propria immagine fisica è diventato un territorio di esplorazione libera e priva di giudizi esterni, vissuto con uno spirito quasi paradossale: “Il corpo è un modo per raccontarsi e conoscersi. Quando si raggiunge un certo equilibrio interiore, si ha la possibilità di aggiungere nuovi colori alla propria identità, e di cambiare. Io sono un po’ una Benjamin Button: da giovane ero molto più rigida e severa con me stessa. Oggi, a 44 anni, vivo il mio corpo in modo più libero, più femminile e anche più sensuale. Mi sono finalmente lasciata andare”.
(Credits: YouTube @NoemiOfficial)
