Non tutti gli eroi indossano un mantello. Alcuni, semplicemente, non indossano un reggiseno. La giornalista Charlie Sawyer ha raccontato su Metro UK la sua rivoluzione personale: sei anni fa ha deciso di dire addio a ferretti, spalline e pizzi… e non è mai tornata indietro.
“Il mio seno è diventato meno sodo? Probabile. Mi importa? No”. Fin da bambina, Sawyer odiava i viaggi da M&S con la madre e le prove in camerino. Poi i bralette, le micro taglie, i pizzi che stringevano troppo. Finché un giorno ha buttato tutto: “Ho abbracciato la mentalità ‘reggiseno zero’”.
La libertà (e l’ironia) di sentirsi se stesse
Ora vive la sua libertà con leggerezza e humour: “È come se le mie areole fossero diventate un altro paio di orecchini, che decorano i miei abiti e aumentano la mia sicurezza”. E anche se sa di essere fortunata — “Sono una ragazza con una coppa D, e non soffro di alcun dolore al seno” — la sua scelta è diventata un piccolo manifesto personale.
Certo, non tutti hanno applaudito: “L’unica persona che ha davvero fatto storie è stata mia madre, che trova la vista dei capezzoli oggettivamente offensiva”. Ma Charlie va dritta per la sua strada.
Dal body positive al gesto sociale
La scrittrice e attivista Chidera Eggerue, ideatrice del movimento #SaggyBoobsMatter, ha spiegato a Metro che oggi “viviamo in una cultura che glorifica la magrezza e la perfezione. Lasciare il seno libero è quasi un atto politico”.
E mentre il mondo torna a push-up e silhouette scolpite, Charlie lancia il suo messaggio:
“Ultime notizie, tette: rimarrete libere per sempre”.
