Immagina di essere in palestra, stanco dopo una serie di esercizi, e di scoprire che per recuperare le energie potrebbe bastare raffreddarsi le mani.
Si chiama palmar cooling ed è una tecnica che consiste nel raffreddare i palmi tra una serie e l’altra. Sui social viene presentata come un possibile segreto per allenarsi di più e sentire meno fatica. Ma funziona davvero?
Palmar cooling, il trucco fitness che promette miracoli
L’idea parte da una caratteristica del nostro corpo: i palmi delle mani possiedono particolari vasi sanguigni che aiutano a disperdere il calore.
Uno studio del 2012, pubblicato sul Journal of Strength and Conditioning Research, aveva osservato miglioramenti notevoli nel volume di allenamento, alimentando l’entusiasmo per questa tecnica.
Da lì, il passo alla bottiglietta ghiacciata tra una serie e l’altra è stato breve. Peccato che raffreddare troppo le mani non sia necessariamente utile: il freddo intenso può restringere i vasi sanguigni, ostacolando la dispersione del calore.
Mani fresche, muscoli più forti? Non proprio
Le ricerche successive hanno restituito risultati meno entusiasmanti. Alcuni esperimenti su esercizi come panca piana e trazioni non hanno rilevato miglioramenti significativi nelle prestazioni.
Questo non significa che il palmar cooling sia completamente inutile. Nelle giornate calde, una sensazione di freschezza può rendere l’allenamento più piacevole, anche senza aumentare le ripetizioni.
La differenza, insomma, è tra sentirsi meglio e diventare improvvisamente più forti.
(Immagini generate con IA)
