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Parmigiano e olio extravergine sotto accusa: per ONU e OMS potrebbero essere nocivi come le sigarette

L’Onu e L’Organizzazione Mondiale della Sanità vorrebbero apporre su determinati prodotti delle etichette per scoraggiarne l’utilizzo

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Nuoce gravemente alla salute”.
Cosa vi fa venire in mente questa frase? Molti di voi penseranno subito alle sigarette, contro cui c’è da sempre una forte battaglia per tutti i problemi respiratori e le malattie che sono in grado di provocare. Adesso però sembra che ci siano altri prodotti nocivi come le sigarette. E il bello è che non riuscirete mai a indovinare quali. Sotto accusa sono infatti: parmigiano, olio extravergine di oliva, vino e prosciutto.
L’Onu e l’Organizzazione Mondiale della Sanità hanno iniziato una vera e propria battaglia contro alimenti tipici della nostra adorata dieta mediterranea. La proposta dell’Onu quindi quale sarebbe? Eliminare questi prodotti considerati nocivi per noi e la nostra salute. In che modo? Apponendo sopra delle etichette che ne scoraggiano l’utilizzo. Un po’ come avviene per i pacchetti di sigarette.
 
Si ma quindi cosa si rischia secondo l’Onu? Secondo quanto riportato su diariodelweb.it, la battaglia è rivolta agli effetti nocivi degli acidi grassi contenuti in questi alimenti che potrebbero favorire la comparsa di tumori, patologie cardiovascolari e diabete. Al tempo stesso però sono numerosi gli studi che sostengono esattamente l’opposto, ovvero che alcuni grassi contenuti nel formaggio sembrerebbero essere in gradi di proteggere le persone dalle malattie cardiovascolari e metaboliche.
 
Simone Ciampoli, direttore di Coldiretti Firenze-Prato e Pistoia, ha dichiarato:
«Una posizione priva di solide basi scientifiche che va contro gli stessi principi della dieta mediterranea fondata principalmente su pane, pasta, frutta, verdura, carne, olio extravergine e il tradizionale bicchiere di vino consumati a tavola in pasti regolari che ha consentito agli italiani di conquistare valori record nella longevità a livello mondiale, con una speranza di vita di 82,8 anni (85 per le donne e 80,6 per gli uomini). In questo modo si mette in pericolo non solo la salute dei cittadini italiani ed europei, ma anche un sistema produttivo di qualità che si è affermato pure grazie ai riconoscimenti dell’Unione Europea. In gioco per l’Italia c’è la leadership in Europa nelle produzioni di qualità con 293 riconoscimenti di prodotti a denominazione (Dop/Igp)».
 
E Roberto Moncalvo, presidente Coldiretti, ha aggiunto:
«Alle Nazioni Unite, sotto il pressing di poche multinazionali, si cerca di affermare un modello alimentare fuorviante, discriminatorio e incompleto, che finisce per escludere paradossalmente dalla dieta alimenti sani e naturali che da secoli sono presenti sulle nostre tavole, per favorire prodotti artificiali di cui in alcuni casi non è nota neanche la ricetta. Le distorsioni provocate dal sistema di informazione visiva adottato con formule diverse in Gran Bretagna e Francia è solo il punto di partenza dell’iniziativa dell’Onu, che sta addirittura teorizzando appositi sistemi di tassazione per colpire i prodotti della dieta mediterranea, garanzia di benessere e longevità».
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