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Partito il razzo Artemis II con i 4 astronauti verso la Luna
Dopo mezzo secolo l’uomo riparte verso la Luna
2 Aprile 2026
54 anni dopo l’ultima missione lunare con equipaggio, l’umanità torna a spingersi nello Spazio profondo. Il razzo Space Launch System è decollato dal Kennedy Space Center dando il via alla missione Artemis II, il primo volo con astronauti diretto verso l’orbita lunare dal 1972.
Liftoff.
The Artemis II mission launched from @NASAKennedy at 6:35pm ET (2235 UTC), propelling four astronauts on a journey around the Moon.
Artemis II will pave the way for future Moon landings, as well as the next giant leap — astronauts on Mars. pic.twitter.com/ENQA4RTqAc
— NASA (@NASA) April 1, 2026
A bordo della capsula Orion viaggiano Reid Wiseman, Victor Glover, Christina Koch e Jeremy Hansen, protagonisti di una missione di circa dieci giorni che non prevede l’allunaggio, ma una circumnavigazione della Luna per testare i sistemi in vista delle future missioni. Dopo il decollo, la navetta ha raggiunto l’orbita terrestre e si è separata dal razzo, avviando le prime verifiche tecniche prima della partenza verso il nostro satellite.
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Artemis II: i record dell’equipaggio
Artemis II segna diversi primati simbolici e tecnici. Victor Glover diventa il primo afroamericano nello Spazio profondo, Christina Koch la prima donna a compiere un viaggio oltre l’orbita terrestre, mentre il canadese Jeremy Hansen è il primo non statunitense in una missione lunare.
L’equipaggio volerà a oltre 405.000 km dalla Terra, superando la distanza raggiunta dall’Apollo 13 e segnando il ritorno dell’uomo oltre l’orbita bassa. La missione servirà soprattutto a testare la capsula Orion in condizioni reali, simulando manovre di attracco e verificando la sicurezza dei sistemi prima del futuro allunaggio previsto non prima del 2028.
La nuova corsa alla Luna e la sfida geopolitica
Dietro l’impresa scientifica c’è anche una competizione strategica. La NASA punta a riportare astronauti sulla superficie lunare mentre la Cina lavora a un proprio allunaggio entro il 2030.
L’obiettivo statunitense è il Polo Sud lunare, area ritenuta ricca di ghiaccio d’acqua, risorsa fondamentale per future basi permanenti. Artemis II rappresenta quindi un passaggio cruciale per definire le tecnologie e le regole della futura presenza umana sulla Luna. La missione non prevede l’atterraggio proprio perché i lander lunari affidati a SpaceX e Blue Origin sono ancora in sviluppo e non saranno pronti prima dei prossimi anni.
Un pezzo d’Italia a bordo della capsula Orion
Il ritorno verso la Luna porta con sé anche una forte presenza italiana. Il modulo di servizio europeo della capsula Orion è stato realizzato in larga parte in Italia. Thales Alenia Space ha costruito la struttura primaria e i sistemi vitali per propulsione, aria, acqua e controllo termico, mentre Leonardo ha sviluppato i pannelli solari e parte dell’elettronica di distribuzione energetica.
Senza questi elementi, la missione nello spazio profondo non sarebbe possibile. L’Italia è inoltre coinvolta nei futuri progetti del programma Artemis, che prevedono moduli abitativi lunari e la possibilità di un astronauta italiano tra i prossimi a camminare sulla superficie della Luna.
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Un viaggio che riapre l’era dell’esplorazione umana
Artemis II non è solo un test tecnico, ma il primo passo verso il ritorno stabile dell’uomo sulla Luna. Se tutto procederà secondo i piani, la capsula Orion completerà il suo viaggio attorno al satellite e rientrerà con un ammaraggio nell’Oceano Pacifico. Dopo oltre mezzo secolo, l’umanità torna così a guardare alla Luna non come ricordo del passato, ma come porta per l’esplorazione futura.
(Credits: Getty Images)