Chiedere 100 dollari a un passante, fare il manichino in vetrina o andare dietro il bancone di un bar a prepararsi un panino. Per un mese, la tiktoker Michelle Panning ha rivolto ogni giorno una richiesta bizzarra a sconosciuti con un unico scopo: farsi dire di no.
Superato l’imbarazzo iniziale, la sorpresa è stata scoprire che non tutti rifiutavano. Anzi, di fronte ad alcuni “sì” inaspettati, Panning ha raccontato: “Mi sono detta: quanto stiamo perdendo della vita semplicemente non chiedendo, perché abbiamo paura di essere respinti?”.
@leila_layzellHe wanted to get out of there REAL QUICK😭♬ original sound – ✨Leila Layzell✨
Cos’è la “Rejection Therapy” e da dove nasce
È la Rejection Therapy, la tendenza social nata per superare la paura dei no. L’idea però parte da lontano: nel 2009 Jason Comely vi ha dedicato un gioco di carte, mentre l’imprenditore Jia Jiang ha raccontato in un libro i suoi 100 giorni di rifiuti. L’obiettivo? Dimostrare che l’esposizione continua a piccoli “no” rende più forti.
@michellepanning ❌ DAY 9 OF REJECTION THERAPY ❌ This was one of the challenges I was dreading THE MOST! 😅 I’ve done it a few times before but never for $100 so it felt edgy to put it lightly. Here’s what I learned: The anticipation of the thing is often worse than the thing itself. My pulse was racing. My hands were clammy. And as soon as it was over, I came back to baseline. You sitting in indecision, waiting for the perfect moment and for the stars to align is what is CAUSING your anxiety… not the fear of doing the thing itself. 🙃 The longer you sit in indecision, the more intense your fear becomes until eventually it has you in a chokehold and you feel paralysed. So whatever that thing is that you’re sitting on… go do it. Do it now. What are you ACTUALLY waiting for? 🤔 For you to feel no fear? Feel completely confident? You may be waiting a while. So do the thing scared. But do the thing nonetheless. 🫶🏼 #rejectiontherapy #confidenceiskey #rejection #30daychallenge ♬ original sound – Michelle Panning
Come funziona l’abitudine al “no”
A bloccarci spesso non è il rifiuto, ma l’ansia di riceverlo. Così eviti di chiedere un aumento o di buttarti in un progetto. Cercare il “no” aiuta a separare la risposta dal proprio valore personale: si parte da piccole richieste insolite per poi alzare l’asticella, sempre con rispetto.
I benefici e i dubbi degli psicologi
Chi la prova parla di vantaggi chiari:
- Meno ansia sociale: ci si preoccupa meno del giudizio altrui.
- Più intraprendenza: superato il blocco, è più facile cogliere nuove opportunità.
Non essendoci però basi scientifiche, diversi psicologi invitano alla cautela: per chi soffre di forte ansia, collezionare rifiuti rischia di peggiorare la situazione invece di risolverla.
