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Perché le persone più empatiche hanno relazioni con partner tossici

Uno studio spiega perché “chi sente troppo” fatica a riconoscere le minacce

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Green Me riporta uno studio dell’Università di Innsbruck, recentemente pubblicato sulla rivista scientifica Personal Relationships, che spiega perché le persone profondamente empatiche finiscano spesso intrappolate in relazioni con partner manipolatori

La ricerca analizza l’interazione tra due profili psicologici diametralmente opposti: da un lato la “Triade Oscura” (narcisismo, machiavellismo e sadismo) e dall’altro la cosiddetta “Light Triad“, composta da individui che nutrono una fiducia incrollabile nel prossimo.

 

Come funziona uno speed date tra un narcisista e un empatico

Per osservare queste dinamiche “sul campo”, sono stati organizzati degli speed date coinvolgendo 128 partecipanti. Prima degli incontri, i soggetti sono stati sottoposti a rigorosi test psicologici. I risultati post-incontro sono stati emblematici: alla domanda “vorresti rivedere questa persona?”, i profili con tratti machiavellici o sadici sono stati scartati dalla quasi totalità dei partecipanti. 

Tuttavia, molte persone con un alto punteggio di “Light Triad” hanno espresso il desiderio di approfondire la conoscenza proprio con questi soggetti.

 

Perché troppa fiducia negli altri fa abbassare la guardia 

Laddove una persona comune scorge un “campanello d’allarme” o un comportamento tossico, l’iper-empatico vede una ferita, un trauma passato o una vulnerabilità da curare. Queste persone possiedono, infatti, una soglia di diffidenza estremamente bassa.

Questa generosità d’animo, pur essendo una dote nobile, si trasforma in una pericolosa vulnerabilità: l’essere costituzionalmente attenti e aperti al prossimo finisce per lasciare la porta aperta proprio a chi entra con l’unico scopo di approfittarsene, creando un cortocircuito relazionale in cui l’altruismo diventa l’esca perfetta per il predatore narcisista.

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