Tra le tante insidie del mondo degli appuntamenti contemporaneo, accanto al più noto “catfishing”, si sta facendo strada una nuova tendenza: il “petfishing”.
Questa pratica consiste nell’utilizzare gli animali domestici come strumenti di attrazione, o vere e proprie “esche”, per fare colpo su un’altra persona.
Cani e gatti diventano il modo più facile per rompere il ghiaccio
Non è raro, infatti, che qualcuno scelga di pubblicare sul proprio profilo immagini scattate insieme agli animali di amici di parenti o conoscenti. L’obiettivo è attirare l’attenzione, avviare più facilmente una conversazione e aumentare le possibilità di arrivare a un primo incontro.
Mostrarsi insieme a un cane o a un gatto può aiutare ad apparire più simpatici, affettuosi, dolci e premurosi. Il problema nasce quando questa rappresentazione non corrisponde alla realtà e si rivela una bugia costruita soltanto per ottenere un vantaggio nel gioco della seduzione.
Quando il “petfishing” diventa una mossa poco sincera
Esiste, tuttavia, una sottile linea tra un gesto ingenuo e una vera forma di manipolazione. “Il ‘petfishing’ può essere considerato innocente solo in una situazione ben precisa: quando qualcuno ama sinceramente cani, gatti o altri animali ma al momento non ne possiede uno”, afferma la dating coach Mila Smith a Vice.
In questo caso, l’approccio non rappresenterebbe un vero inganno, perché la passione per gli animali rifletterebbe comunque un tratto autentico della personalità. “Tuttavia, in altri casi, il ‘petfishing’ oltrepassa il limite e si trasforma in inganno”, continua l’esperta.
Quando l’interesse per gli animali è completamente simulato e serve soltanto ad apparire migliori agli occhi degli altri, la fiducia rischia di incrinarsi ancora prima che una possibile relazione abbia davvero inizio.
