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Questa equazione matematica rivela quando sarà la fine del mondo

Dagli studi sulla sovrappopolazione al venerdì 13 novembre 2026: la formula matematica che previde il collasso

Le narrazioni legate alla fine dei tempi hanno spesso attinto al misticismo o alla religione, ma nel novembre del 1960 la rivista scientifica Science pubblicò uno studio accademico basato su rigidi calcoli demografici.

I tre ricercatori della University of Illinois, Heinz von Foerster, Patricia M. Mora e Lawrence W. Amiot, formularono un’equazione matematica per calcolare il punto di rottura della civiltà occidentale

Escludendo impatti meteorici, guerre atomiche o cataclismi naturali, l’indagine si concentrò esclusivamente sulla crescita iperbolica della popolazione globale, favorita dai progressi della medicina e dell’igiene pubblica. 

Secondo il modello teorico dei tre studiosi, l’incremento demografico avrebbe condotto a un punto critico in cui le risorse alimentari disponibili non avrebbero più potuto soddisfare il fabbisogno umano.

 

Dal pessimismo malthusiano al calcolo della data limite

Questa tesi si riallaccia alle teorie elaborate nel 1798 dall’economista britannico Thomas Malthus, secondo cui la popolazione tende a crescere in progressione geometrica mentre la produzione di cibo aumenta solo in progressione aritmetica

Sebbene l’agricoltura intensiva abbia smentito nel tempo le previsioni malthusiane, i dati confermano la rapidità del fenomeno: nel 1960 la Terra ospitava tre miliardi di individui, mentre oggi supera gli otto miliardi. 

Applicando la loro formula, Heinz von Foerster, Patricia M. Mora e Lawrence W. Amiot individuarono una data precisa per il collasso socio-economico: venerdì 13 novembre 2026. L’indicazione di un giorno esatto sul calendario nacque come provocazione statistica per mettere in guardia la comunità internazionale sulla necessità di un controllo delle nascite e di una gestione sostenibile del pianeta.

 

(Immagini generate con IA)

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