Dopo undici anni di assenza dal palco del Festival di Sanremo, Raf torna con un brano dal titolo Ora e per sempre che è molto più di una canzone: è un omaggio al suo matrimonio e alla storia d’amore con Gabriella Labate. Con oltre 40 anni di carriera alle spalle e 20 milioni di dischi venduti, il cantautore dimostra di rimanere uno degli ultimi romantici della scena italiana, pronto a celebrare i 30 anni di matrimonio con un brano autobiografico scritto insieme al figlio.
Una canzone nata dal cuore
Raccontando la genesi del pezzo a Repubblica, Raf confessa che è nato “come un omaggio al mio matrimonio, quest’anno sono trent’anni. È il pezzo più autobiografico che io abbia mai scritto. L’idea è di mio figlio, poi mi ha detto ‘questa canzone devi prenderla tu, è adatta a te’. Mentre pensavo al testo mi è capitato di ritrovare un vecchio biglietto che risale alla cerimonia e che sarà la copertina del singolo”. Il matrimonio, celebrato a Cuba da un prete canadese, ha ispirato anche il titolo scelto dal cantautore: “ora e per sempre” al posto di “finché morte non ci separi”.
Un brano scritto col figlio
Scrivere insieme al figlio ha richiesto equilibrio: “Non è la prima volta, ma devo stare molto attento a come espongo le mie perplessità: con un amico posso dare giudizi più diretti. Ma è anche una grande soddisfazione”. Un modo per unire la famiglia e la musica in un progetto intimo e potente, che riflette la vita privata del cantautore.
Sanremo tra ansia e ricordi
Raf racconta il suo rapporto con il palco: “Innanzi tutto l’ansia è migliorata. Anche se alle prove qualche brividino l’ho sentito…Il migliore è stato quello da ospite, fuori gara: lì me la sono goduta. Il peggiore è stato quello di ‘Come una favola’ nel 2015: stavo molto male e dovevo abbandonare, la giuria di qualità ha valutato la performance e non la canzone. Avevo broncopolmonite e mononucleosi, un’ora prima di salire sul palco ero in ospedale a fare le flebo. Mi diedero tutti zero”.
Sentirsi sempre un po’ fuori posto
Dagli esordi con i Cafè Caracas, che aprirono per i Clash, agli incontri con colleghi come Tozzi, Pino Daniele e Franco Califano, Raf ripercorre una carriera intensa, segnata da sfide e affetti. Ricorda con affetto la vicinanza dei colleghi e la passione per la musica: “Mi sono sempre sentito un po’ fuori posto, figuriamoci negli anni in cui passare dal rock alla dance era un tradimento… Oggi quella sensazione è quasi inesistente”.
(Credits: ig rafriefoli)
