Sei settimane di lavoro, nove ore al giorno, un solo dito e una macchina da scrivere del 1932. Sembra la trama di un film, ma è quello che ha fatto davvero l’artista britannico James Cook per ricreare il Centre Court di Wimbledon. E il video sta mandando in visibilio il web.
Niente pennelli, niente computer, niente filtri. Solo una Smith Premier del 1932 e oltre un milione di battute digitate una alla volta con l’indice della mano destra. Il risultato è un’opera di precisione quasi incredibile, che riproduce il campo più famoso del tennis nei minimi dettagli.
Tutto quello che si nasconde nell’opera
L’opera si chiama Wimbledon 2026 ed è composta interamente da caratteri sovrapposti. Il prato iconico del Centre Court? Nastro verde. Tribune, pubblico e architettura? Nastro nero. E dentro ci sono dettagli che devi cercare per trovare: il tabellone con Federer contro Djokovic, l’orologio Rolex, le insegne di Pimm’s, i raccattapalle, gli arbitri.
Il dettaglio che ha fatto impazzire tutti però è uno solo: nascosto a bordo campo c’è un piccolo autoritratto di James Cook, seduto con la sua macchina da scrivere mentre “fotografa” la partita. Una firma geniale, scoperta dai fan e diventata virale.
Chi è questo artista
Originario dell’Essex, Cook fa questo da oltre dieci anni. Ha creato più di 350 opere con oltre 100 macchine da scrivere diverse e ha lavorato con Disney, Netflix, Universal e Robbie Williams.
Tutto è partito da un progetto scolastico: “Mi sono innamorato della macchina da scrivere. Mi sembrava un modo unico di catturare il mondo.”
(Credits: Instagram @jamescookartwork)
