Saroo Brierley è diventato famoso perché ha vissuto una storia incredibile che ha raccontato in un libro. Dal volume è poi stato tratto nel 2016 il film “La lunga strada verso casa”, diretto da Garth Davis. La storia di Saroo iniziò nel 1981: viveva con la famiglia a Ganesh Talai, un sobborgo di Khandwa, in India. Suo padre se ne andò quando lui era molto piccolo.
La madre continuò a badare a lui e ai suoi fratelli maggiori, Guddu e Kallu, e la sorella Shekila. Nel 1986, quando Saroo aveva solo 5 anni, decise di partire con il fratello maggiore, Guddu per andare con lui in treno a Burhanpur. Qui il piccolo si addormentò su una panchina mentre il fratello andava a lavoro; quando si risvegliò, per sbaglio salì su un altro treno cercando il fratello e ben presto si ritrovò a Calcutta. Nel frattempo, Guddu era stato investito e ucciso da un treno.
La madre venne a sapere della morte del figlio maggiore e si mise alla ricerca del figlio più piccolo, senza però riuscire a ritrovarlo. Nel frattempo, Saroo continuò a vivere a Calcutta come un senzatetto, fino a quando qualcuno lo notò e lo portò alla polizia: alla fine venne adottato da una famiglia australiana e andò a vivere in Australia. Una volta adulto, decise di cercare la sua famiglia a partì alla ricerca delle sue origini, basandosi solo sui suoi ricordi di bambino.
Tramite Google Earth, si mise alla ricerca delle immagini dei luoghi dove aveva vissuto da piccolo e alla fine riuscì a trovare la stazione dove perse le tracce del fratello Guddu. Grazie alle sue ricerche, nel 2012 Saroo è riuscito finalmente a riabbracciare la madre, la sorella e l’altro fratello, ben 25 anni dopo l’ultima volta che li aveva visti. La sua storia ha fatto commuovere il mondo.
