Rkomi torna con Carica, tra i brani più rappresentativi del suo album ep A Milano.
Il pezzo riconnette l’artista milanese alle sue radici rap più schiette e viscerali, celebrando il percorso che lo ha portato dalla vita di quartiere fino ai vertici della musica italiana.
Il significato di “Carica”
In Carica Rkomi propone un brano serrato ed energico che trasforma le difficoltà del passato nel carburante per il presente.
Attraverso immagini d’impatto, come i ricordi dell’adolescenza nel rione di Calvairate, il testo mette a confronto la fame delle origini con l’ostentazione superficiale della scena attuale.
Il punto di forza del pezzo sta proprio nella consapevolezza del proprio valore e nel contrasto tra chi rincorre i simboli di ricchezza e chi, come lui, ha cambiato vita grazie alle rime.
Il finale parlante sottolinea come l’autocelebrazione del rap non sia un semplice vanto, ma la prova concreta del proprio talento e del riscatto ottenuto.
Il testo
Visto che stavo tanto in piazza ho comprato tutta la strada
Sai la musica è mia mamma portale la spesa a casa
Ho amici che son distratti, concedigli qualche riga
I miei amici sono agitati, concedigli qualche mitra
Mamma diceva sempre “potere nelle parole”
Però non conosce Peppe e il suo amore per le pistole
Da come entro duramente mi chiamano “Materazzi”
La musica sta morendo, sto a cena con i cadaveri
Le faccio vedere Como, la bacio sul balcone
Le faccio vedere come veste bene quel milione
Una strage di incapaci, rapper portachiave
Ti compri la catena prima ancora di firmare
Volevo cambiare strada ma ho preso l’edificio
Una vita di drama poi diventata un video
Ho avuto trenta motorini e manco uno mio
Volevo offendere un rapper ma ho fatto un omicidio
È carica, troppo fuoco nemico per farti amico
È carica, volevo offendere un rapper, ho fatto un omicidio
È carica, troppo fuoco nemico per farti amico
È carica, volevo offendere un rapper, ho fatto un omicidio
Uscivo dal blocco solo il venerdì
Facevamo qualche portafoglio e qualche Beverly
Vuoi diventare uomo, devi sopportare i vuoti
Cosa c’è meglio di me? Solamente due Rkomi
Senti, spero che il mio sangue sporchi una decappottabile
Mentre esco dalle casse ti passo dentro al cranio
Hai detto “Mirko mi mancavi”, sto scopando il rap in Ita
È che poi non vengo mai perché non è più il mio tipo di tipa
Le faccio vedere il duomo, la porto sul balcone
Le faccio vedere dopo Calvairate, il mio Rione
È una strage di incapaci, rapper portachiave
Ti compri la catena prima ancora di firmare
Volevo cambiare strada ma ho preso l’edificio
Una vita di drama poi diventata un video
Ho avuto trenta motorini e manco uno mio
Volevo offendere un rapper ma ho fatto un omicidio
È carica, troppo fuoco nemico per farti amico
È carica, volevo offendere un rapper, ho fatto un omicidio
È carica, troppo fuoco nemico per farti amico
È carica, volevo offendere un rapper, ho fatto un omicidio
Anche quando un rapper sta solo rappando di quanto si stia divertendo
c’è qualcosa di un po’ più profondo in corso,
è come una metafora per sé stessa
se riesce a dire quanto sei pazzo, grande, drogato, innamorato in un modo completamente originale,
la rima stessa diventa la prova della verità del vanto
E ci sono sempre strati più profondi di significato sepolti nei versi più autocelebrativi
(Credits: Instagram @rkomi)
