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Robbie Williams, gay a metà

L'interprete di "Go gentle": "Sono un etero che finge di essere omosessuale, una cosa molto comune in Gran Bretagna"

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Il “mezzo-outing”.Nonostante sia un sex symbol per le sue fan da quasi vent’anni, Robbie Williams si è dovuto confrontare più volte con pettegolezzi riguardante la sua presunta omosessualità. Voci che, però, non hanno mai turbato l’ex Take That, che, anzi, ha spesso sottolineato come si sentisse lusingato dalle attenzioni nei suoi confronti da parte del mondo gay. Intervistato dal Sidney Telegraph, Robbie ha giustificato le allusioni nei suoi confronti con una teoria alquanto originale. “La storia è piena di casi di uomini gay che fanno finta di essere etero – ha detto il cantante inglese, che oggi pubblica il suo nuovo album “Swing both ways”, anticipato dal singolo “Go gentle” -. Io però sono un etero che finge di essere gay”. 

Gay-looking british. Un atteggiamento, questo, che secondo Robbie sarebbe comune a parecchi suoi connazionali etero, scambiati spesso per omosessuali. “A noi britannici viene normale avere atteggiamenti ambigui”, ha spiegato l’artista, raccontando poi come anche sua moglie, la statunitense Ayda Field, sia rimasta sorpresa da alcuni suoi comportamenti, giudicati inconsueti per un eterosessuale. “Quando Aida è venuta per la prima volta in Inghilterra ho dovuto spiegarle che alcuni atteggiamenti ‘ambigui’ erano assolutamente normali per noi maschi inglesi. Vedevamo la TV insieme e lei mi indicava un tizio dicendomi: ‘Beh, lui è gay’. E io le rispondevo ‘No, è britannico’”.

Il “prurito” in “Swing both ways”.Robbie gioca con il tema della sua ambiguità sessuale anche nella title track del nuovo album, “Swing both ways”, nella quale duetta con il cantautore Rufus Wainwright. Dopo una serie di allusioni nel testo del brano, Wainwright invita Robbie a fare outing: “Affrontalo Robbie, sei un po’ gay”. “Ho un prurito da grattare – risponde Robbie – e va grattato regolarmente”.

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