Entrare nel mondo dello spettacolo fin da giovanissimi comporta una pressione costante. Robert Pattinson, l’ex protagonista di saghe cult come Twilight e Harry Potter ha costruito un percorso ricco di traguardi, fino al ruolo di Antinoo in L’Odissea di Christopher Nolan. Il prossimo 16 ottobre l’attore tornerà al cinema da interprete e produttore del biopic Primetime, progetto incentrato sull’ossessione per l’audience televisiva.
La trappola del successo e la scelta dei ruoli complessi
Mantenere l’equilibrio e difendere la propria vita privata diventa una sfida cruciale quando la popolarità è globale. In un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, l’artista ha riflettuto su come la notorietà rischi di distorcere la percezione di sé: “Bisogna ricalibrarsi costantemente per restare con i piedi ancorati nella realtà: è così facile perderla di vista, allontanarsi dai propri obiettivi”. Per questo la star predilige personaggi sfaccettati e fuori dagli schemi.
La svolta della paternità con Suki Waterhouse e i progetti futuri
La nascita della prima figlia, avuta dalla compagna Suki Waterhouse, ha segnato un cambiamento profondo nella routine quotidiana. “Esco molto meno la sera, vado a letto presto e per questo riesco ad avere più tempo. E dopo aver avuto mia figlia, ho sentito un’energia completamente diversa, che non avevo mai provato prima. Forse il cambiamento è stato questo, più me del compimento dei 40 anni. È tutto bellissimo, e le esperienze di vita nutrono anche la recitazione. Sono bellissime onde da cavalcare”.
Nuove motivazioni e grande carica che lo accompagneranno anche sul set del secondo capitolo di The Batman, in arrivo nelle sale nel 2028.
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