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Salute e odori: cosa rivelano l’alito e la pelle sul tuo corpo
Dall'odore fruttato tipico del diabete al sentore di ammoniaca dei problemi renali: ecco la guida per decifrare i segnali del tuo organismo
19 Gennaio 2026
Ti è mai capitato di avvertire un odore strano e chiederti se arrivasse da te?
Per quanto a volte si tratti di un caso o di un pasto troppo saporito, altre è il modo che l’organismo usa per inviarci un SOS.
Prima di cedere all’ansia, però, è utile capire cosa alcuni odori specifici stiano cercando di dirci, specialmente se accompagnati da altri piccoli fastidi
Cosa rivela l’alito: non è solo questione di igiene
Se l’alito ha un odore fruttato, simile al solvente per smalto, può indicare un eccesso di chetoni nel sangue. Come riportato da MedlinePlus, nei soggetti diabetici questo può essere un segnale di chetoacidosi, una condizione che richiede attenzione immediata.
Se invece l’alito ricorda l’ammoniaca o l’urina, la National Kidney Foundation suggerisce di monitorare la funzionalità renale, poiché potrebbe indicare un accumulo di scorie nel sangue.
Esistono poi sfumature più insolite: un odore dolciastro o di muffa è spesso collegato a problemi epatici o all’encefalopatia epatica. Infine, un alito che rimanda all’odore delle feci può essere associato a occlusioni intestinali o vomito prolungato, per cui è necessario chiedere subito assistenza.
Segnali dalla pelle e dalle urine
Se l’odore vaginale ricorda quello del pesce, può indicare la presenza di una vaginosi batterica. Come riportato dal CDC, questa è la condizione più comune tra le donne tra i 15 e i 44 anni. Se però questo odore persiste su tutto il corpo nonostante l’igiene, potrebbe trattarsi di trimetilaminuria.
Da ultimo, se le urine hanno un odore insolitamente dolciastro, possono indicare la presenza della malattia delle urine a sciroppo d’acero. Allo stesso modo, se sulla pelle o nell’alito si avverte un sentore di muffa, si potrebbe trattare di una fenilchetonuria.
Se invece in bocca persiste un sapore acido accompagnato da bruciore al petto, la Cleveland Clinic suggerisce di verificare la presenza di un reflusso gastroesofageo.
Nella maggior parte dei casi, uno strano odore è un falso allarme. Ma quando la novità persiste o si unisce a malessere generale, smettere di “aspettare che passi” è la scelta più intelligente che si possa fare.
(Credits: Getty Images)