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Samurai Jay: “Mi feci bocciare per trovare soldi per la musica”

Il vero vincitore del Festival? Samurai Jay con la sua “Ossessione”: a parlare sono gli streaming

10 Marzo 2026

Diciassettesimo al Festival di Sanremo 2026, Samurai Jay, vero nome Gennaro Amatore, ha conquistato il cuore del pubblico con Ossessione, scalando la classifica Fimi e raggiungendo la vetta con 13 milioni di streaming. Una sorta di vincitore morale, nonostante il posizionamento all’Ariston, come racconta in un’intervista al Corriere della Sera: “Per me già essere stato preso era una vittoria. Adesso è un bene che il brano stia funzionando, ma se non fosse bene sarebbe stato uno stimolo per capire gli errori”.

 

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Un ritorno da eroe a Mugnano

Il giovane rapper ha raccontato con emozione il ritorno nella sua città: “Sono fiero delle mie radici. Nel viale sotto casa di mia madre c’erano il sindaco, i vigili, gli amici, tutti… Che ricordi. Su quel viale giocavo a pallone, ho dato il mio primo bacio, ho ceduto alle insistenze dell’amica che mi voleva fare le treccine”. 

Nonostante critiche iniziali, come “chi?” o “non se lo merita”, la sua determinazione e la forza della sua musica hanno convinto il pubblico e gli hanno garantito un posto d’onore tra i protagonisti della kermesse. “Alla fine decide il pubblico. Sono andato pensando: la gente mi ascolterà e deciderà se mi ama o non mi ama”. 

 

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Gli amici e la musica vera

Fondamentali nel percorso di Samurai Jay sono stati gli amici Vito Salamanca e Luca Stocco, con cui ha scritto Halo e Ossessione. “Ha funzionato la spensieratezza, eravamo sinceri e genuini. In passato forse è mancato questo al mio progetto. Qui si è visto Genny, i suoi amici, la chitarra: è stato il vero plus”. La collaborazione con gli amici ha riportato l’artista alle origini del suonare strumenti veri, lontano dai trend digitali, riscoprendo il rock, il pop punk e le sonorità latin.

 

I sacrifici per la musica 

Samurai Jay ha raccontato anche i sacrifici affrontati da adolescente: “Ero l’impersonificazione dell’intelligente ma non si applica. Mi sono fatto bocciare volontariamente un anno perché non avevo più soldi per finanziare la mia musica e sono andato a lavorare. Quei soldi sono stati oro colato. Una prof mi diceva: ‘con la musica non si mangia’. Due mesi dopo la fine della scuola ho avuto la prima hit da club e ho iniziato a vivere di musica, ma in quei due mesi le sue parole sono state un peso nella testa”. 

 

L’appoggio della famiglia e della mamma 

La famiglia ha giocato un ruolo cruciale. La mamma è diventata una sorta di star sul palco dell’Ariston: “Canta benissimo, tutti i professori dicevano ai nonni di farle studiare musica, ma è stato il suo sogno represso. Nonno era uno vecchia scuola: lavorava in banca e le fece fare ragioneria. Lei ha continuato a cantare in chiesa, è molto religiosa. Ho interiorizzato il suo credere, la fede, e l’ho messo nella musica. Se in una cosa credi, alla fine accade”.

 

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Qual è la sua ossessione per il futuro 

Con Ossessione, Samurai Jay ha dimostrato che passione e dedizione pagano. Ma qual è la sua ossessione? “Dare indietro l’amore che ho ricevuto facendo il disco più bello che possiamo. Lo dedico a mia nonna Rosa. Prima di salire sul palco a Sanremo, il mio rituale era una preghiera per lei”. 

 

(Credits: Instagram @samuraijay)