Fulminacci torna ufficialmente in gara al Festival di Sanremo 2026 con il brano dal titolo Stupida sfortuna. Dopo aver conquistato critica e pubblico nel 2021 con Santa Marinella, il cantautore romano si presenta nuovamente a Carlo Conti con un pezzo che promette di essere tra i più autentici della edizione.
L’onestà di Fulminacci
Fulminacci ha svelato ai microfoni di RaiPlay le radici profonde di questo nuovo progetto, nato da un’esigenza di pura introspezione: “Stupida sfortuna parla probabilmente di me che cammino di notte e penso a delle cose del passato, spero in delle cose del futuro e ci sono un po’ di ostacoli da superare”.
A differenza di altre proposte, la scelta di questo brano per il teatro Ariston è arrivata in modo naturale, puntando tutto sulla sincerità: “Ho pensato che questa fosse la canzone giusta per Sanremo perché è una canzone molto onesta, parla di me. Essere onesti è la cosa che bisogna fare sempre, quindi è giusta per Sanremo, come è giusta per qualunque altra situazione”.
Come indizio per i fan, l’artista ha scelto una parola chiave enigmatica: “Sanremi”.
Dall’Ariston vuoto al calore del pubblico: il ritorno nel 2026
L’ultima volta che Fulminacci ha calcato quel palco, le condizioni erano drasticamente diverse: “Questo per me è un ritorno per Sanremo, la prima volta nel 2021, non c’era il pubblico, era tutto molto diverso, le emozioni erano diverse”.
(Credits: Instagram @fulminacci)
