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Sanremo 2026, i voti della stampa dopo i primi ascolti: la classifica
Una classifica che non incorona un vincitore, ma fotografa equilibri iniziali e possibili traiettorie
27 Gennaio 2026
I pre-ascolti della stampa del Festival di Sanremo 2026 non assegnano premi ufficiali, ma restano uno degli indicatori più osservati per capire chi parte forte e chi dovrà conquistare pubblico e televoto col tempo. La media delle valutazioni raccolte ieri mostra una critica tutt’altro che compatta: c’è chi privilegia l’impatto immediato, chi la scrittura, chi l’originalità e chi resta più prudente.
Ditonellapiaga guida la classifica della stampa
In cima alla classifica c’è una sola vera leader: Ditonellapiaga con Che fastidio!. La sua media di 7,70 è l’unica davvero dominante, costruita senza insufficienze e con consensi trasversali. Un apprezzamento diffuso che la rende, al momento, la proposta più solida per la stampa.
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Continuità e affidabilità sul podio
Alle sue spalle si muovono brani meno esplosivi ma estremamente regolari. Fulminacci con Stupida sfortuna convince senza dividere (6,93), mentre Serena Brancale con Qui con me raccoglie voti alti grazie a voce e interpretazione (6,88), nonostante qualche lettura più tiepida. Subito sotto, (6,82), Fedez & Marco Masini con Male necessario funzionano soprattutto per impatto, compensando giudizi meno entusiasti con voti molto alti.
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La zona alta: riconoscibilità e mestiere
Nella parte alta della classifica troviamo canzoni che non dominano ma restano sempre sopra la linea di galleggiamento: Maria Antonietta & Colombre con La felicità e basta (6,81), Tommaso Paradiso con I romantici (6,80) ed Ermal Meta con Stella stellina (6,80). Brani riconoscibili, coerenti con i rispettivi percorsi, che convincono più per intenzione e identità che per sorpresa.
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I brani che dividono davvero
Scendendo emergono i primi casi polarizzanti. Sayf con Tu mi piaci tanto (6,60) e Tredici Pietro con Uomo che cade (6,52) raccolgono giudizi opposti a seconda delle testate, così come Malika Ayane con Animali notturni (6,40), apprezzata per il cambio di passo ma non da tutti. È la fascia dove una buona performance dal vivo può cambiare tutto.
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Tra sufficienze risicate e veri casi critici
La parte bassa è affollata e racconta un Festival molto compatto. Arisa, Dargen D’Amico, J-Ax, Levante e Chiello restano in area sufficienza senza entusiasmare. Il caso più discusso è Elettra Lamborghini con Voilà: bocciata duramente da alcuni, promossa con convinzione da altri. La media la penalizza, ma il Festival insegna che non sempre la stampa ha l’ultima parola.
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(Credits: Instagram @fulminacci, @ditonellapiaga, @serenabrancale)