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Sanremo 2026, Sayf: “Le canzoni le capisci dopo a quando le scrivi”
Sayf racconta il suo Sanremo: tra orecchiabilità e citazioni cantautorali
3 Febbraio 2026
A pochi giorni dall’inizio della 76ª edizione del Festival di Sanremo, Adam Viacava, in arte Sayf, si è raccontato in un’intervista al Messaggero. Sayf porta in gara il brano Tu mi piaci tanto, un pezzo che si distingue per la sua struttura ironica e ricca di riferimenti alla tradizione cantautorale italiana. Giovane, 23 anni, metà genovese e metà tunisino, Sayf racconta di sentirsi già sotto osservazione.
“Se non fossi in gara tra i big all’Ariston mi chiamerebbero ‘maranza’”, riflette, “e non è detto che non lo facciano lo stesso”. Conosciuto soprattutto dal pubblico più giovane grazie al tormentone Una can, il cantante cerca di farsi spazio in un festival che, nelle parole di molti, non promette capolavori.
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Tra citazioni e immagini italiane
Il brano Tu mi piaci tanto è un mosaico di riferimenti: “Tenco è morto qui vicino, Genovese, vado a Sanremo, Luigi ci vuole”, fino a citazioni di Lucio Dalla, Edoardo Bennato e Riccardo Cocciante. Sayf spiega: “Le canzoni non le capisci quando le scrivi, ma dopo. Ci vorrà del tempo, per me, per capire alcune immagini da dove mi sono venute, che cosa davvero volevo dire”.
Tra i versi più evocativi: “Ho fatto una canzonetta/ è un fiore su una canzonetta/ e le botte delle piazze le dimentichiamo”. Il giovane artista riflette sul presente politico e sociale, distinguendo la propria visione da quella di colleghi come Ghali: “Lo rispetto, gli voglio bene, anche per il suo impegno politico e sociale. Ma non sono un Ghali 2.0 solo perché sono di origini tunisine e ho i capelli simili. Condivido le sue posizioni, se potrò esprimere le mie idee lo farò”.
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Il weekend inaugurale e i co-conduttori
Il cantante si prepara anche alla serata delle cover, dove si misurerà con Hit the road Jack insieme ad Alex Britti e Mario Biondi: “Loro due hanno suonato con Ray Charles, non potevo perdermi l’occasione di fare questo colpaccio”.
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Nonostante l’attenzione mediatica, Sayf cerca di rimanere tranquillo accanto ai suoi affetti: “Subisco la pressione, tutto l’ambaradan, l’essere trasportato di qua e di là, ma mentalmente ed eticamente mi sento a posto, a testa alta. Sono contento di quello che faccio, non ho niente da nascondere o di cui vergognarmi. Cerco di mantenere la mia vita per quello che è. Certo, sono un po’ più impegnato del solito, un po’ più fotografato, un po’ più intervistato. Ma i miei amici sono gli stessi, mia mamma e i miei gatti pure. Spero di essere circondato da persone che mi vogliono bene per quello che sono, non per il successo o l’insuccesso”.
(Credits: Instagram @sayfmaet)