SANREMO 2026
Sanremo, Eddie Brock: “Essere un underdog? Non mi mette ansia”
Debuttante all’Ariston, il cantante parla delle sue emozioni e delle paure
20 Febbraio 2026
A pochi giorni dall’inizio della 76esima edizione del Festival di Sanremo, Eddie Brock, nome d’arte di Edoardo Iaschi, si prepara a salire sul palco con il brano Avvoltoi. Definito dagli addetti ai lavori come l’underdog del Festival, l’artista accoglie questa etichetta con entusiasmo. In un’intervista ad Adnkronos ammette: “Mi mette una pressione in positivo, non ansia. Se dovessi essere la rivelazione per qualcuno, sarei molto contento”.
Nonostante la sicurezza nel suo percorso, Brock confessa di avere una paura particolare: scendere le famose scale dell’Ariston. “È traumatizzante. Immagina la scena: prima volta su quel palco, non sono neanche tanto alto, casco a faccia avanti e mi faccio tutti gli scalini. Mi preoccupa spaccarmi la faccia, altro che i meme! Per questo mi sto allenando a casa: ho comprato tre scalini e faccio una specie di step. Oltre a questo, ovviamente, tante lezioni di canto”.
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Dalle origini al palco dell’Ariston
Il nome Eddie Brock nasce dalla passione per i fumetti: “Da bambino facevo impazzire mio zio perché mi disegnasse Venom, l’antagonista di Spider-Man, cento volte al giorno. Per prendermi in giro, visto che mi chiamo Edoardo, ha iniziato a chiamarmi ‘Eddy’. Un giorno, a una gara di freestyle, dovevo scegliere un nome e ho detto: ‘Boh, prendo Eddie Brock’. E me lo sono dovuto tenere”.
Il brano Avvoltoi racconta la difficoltà di esprimere sentimenti per paura di rovinare un’amicizia. Brock spiega: “Non è una storia che ho vissuto in prima persona, mi annoio a scrivere delle mie cose. È la storia di una persona che mi ha raccontato la sua difficoltà nel dichiarare i propri sentimenti per paura di rovinare un’amicizia e di soffrire. Nelle mie canzoni, però, metto sempre la mia lente d’ingrandimento emozionale. Sono empatico e mi arrabbio o mi emoziono come se la storia fosse mia, per questo scrivo sempre in prima persona”.
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Tra critiche e coerenza artistica
La notorietà di Eddie è esplosa grazie a Non è mica te, successo virale diventato disco d’oro. Brock non si lamenta delle etichette che gli sono state affibbiati: “Se una persona mi ha scoperto così, non rinnego nulla. È l’oggettività dei fatti”. Sul paragone con Fantozzi aggiunge: “A me Fantozzi piace tantissimo, quindi l’ho visto quasi come un complimento. Se dovessi mettermi a litigare con tutti quelli che mi insultano, litigherei con il mondo intero”.
Per Brock il Festival è un’occasione per essere fedele a se stesso: “Da più giovane ho cercato la mia strada seguendo gli altri. Ora non mi va più. Quindi, quello che succede, succede. Andrà male? Andrà bene? Non lo so, però almeno andrà male a me, non perché ho dovuto imitare qualcun altro. Questa è la mia grande promessa: essere fedele a me stesso”.
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(Credits: ig @eddiebrock.eb)