di Andrea Benatti
Un pianeta roccioso come il nostro, ma con proporzioni fuori da ogni schema: è la straordinaria e anomala scoperta guidata dal ricercatore Max Kroft dell’Università del Wisconsin-Madison. Lo studio – in fase di prossima pubblicazione su The Astronomical Journal e già disponibile in anteprima sulla piattaforma arXiv – descrive un mondo distante 87 anni luce che sta mettendo a dura prova le attuali teorie sull’evoluzione dei sistemi planetari.
Battezzato con la sigla GJ523b, questo corpo celeste è una vera e propria “mega-Terra“: ha un raggio circa 2,5 volte superiore a quello terrestre, ma la sua massa è ben 23 volte maggiore. Si tratta di una combinazione del tutto inedita. Se nell’Universo è relativamente comune imbattersi in esopianeti rocciosi, quasi tutti presentano dimensioni molto più contenute. GJ523b, al contrario, racchiude una densità straordinaria: pur avendo una superficie solida, la sua massa titanica lo avvicina di più ai giganti gassosi come Saturno e Giove, rendendolo di fatto impossibile da catalogare nelle famiglie planetarie finora conosciute.
Le rilevazioni effettuate tramite un telescopio in Arizona hanno delineato l’identikit di questo strano mondo: con circa 170 milioni di anni (un sistema pressoché giovane se considerato su scala cosmica), il pianeta compierebbe una rivoluzione completa intorno alla sua stella in soli 17, 75 giorni.
GJ523b rappresenta un vero enigma per la comunità scientifica: la sua esistenza smantellerebbe i classici modelli di formazione dei pianeti, spingendo gli astrofisici a mettersi alla ricerca di altri oggetti simili per capire come un mondo roccioso possa accumulare una tale quantità di materia senza trasformarsi in un gigante di gas.
Fonte: Tgcom24.mediaset.it
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