Quante volte abbiamo ritrovato una vecchia conversazione, pensato di scrivere “Come stai?” e poi lasciato perdere. Magari per paura di disturbare o perché, dopo anni di silenzio, non si sa più come rompere il ghiaccio.
Secondo uno studio delle psicologhe Lara Aknin e Gillian Sandstrom, pubblicato su Communications Psychology, meno di un partecipante su tre ha effettivamente inviato un messaggio a un amico perso di vista, nonostante avesse la possibilità e il desiderio di farlo.
Perché abbiamo paura di scrivere ai vecchi amici?
Il problema nasce spesso dalle nostre aspettative. Temiamo che il messaggio arrivi fuori tempo massimo, che l’altra persona sia cambiata o che non abbia voglia di sentirci.
In realtà, una ricerca guidata dalla psicologa Peggy Liu, pubblicata sul Journal of Personality and Social Psychology, ha dimostrato che tendiamo a sottovalutare quanto gli altri apprezzino un contatto inaspettato.
Chi riceve il messaggio, infatti, può vivere la sorpresa come un gesto particolarmente piacevole. Un semplice saluto può quindi avere un valore maggiore di quello che immaginiamo.
Il trucco dei tre minuti per trovare il coraggio
Per superare l’esitazione le ricercatrici suggeriscono una strategia chiamata “riscaldamento sociale”. Il metodo consiste nel dedicare tre minuti a scrivere a persone con cui siamo già in contatto, prima di provare a ricucire un’amicizia lontana.
Negli esperimenti, circa la metà dei partecipanti che aveva svolto questo esercizio ha poi scritto a un vecchio amico, contro circa un terzo del gruppo di controllo.
Naturalmente, il consiglio riguarda soprattutto rapporti sfumati con il tempo, non relazioni finite per conflitti importanti.
Ma quando a separarci sono soltanto gli impegni e gli anni trascorsi, forse vale la pena provare: a volte basta davvero un messaggio.
(Immagini generate con IA)
