Parliamoci chiaramente: sei un po’ appiccicoso? O, per dirla in modo elegante, soffri di ansia da attaccamento? Niente panico, capita a tutti di voler essere un tutt’uno con il partner. Il problema sorge quando questa insicurezza diventa un lavoro a tempo pieno.
Per capire dove finisce l’amore e inizia la dipendenza affettiva, lo psicologo e terapeuta di coppia Timothy J. Nguyen ha analizzato con Vice, i comportamenti tipici di chi ha paura di essere abbandonato.
Il dramma del “finto addio” per farsi rincorrere
Ti è mai capitato di mettere il muso o minacciare di andartene solo per vedere se l’altro ti trattiene? Il dottor Nguyen afferma che “State forzando l’interazione attraverso comportamenti di protesta, come incolpare, provocare, stuzzicare, cercare litigi, minacciare di andarsene, brontolare, ecc.”. La verità? “Sono tutti tentativi di avvicinarsi al partner, e sì, questo include il comportamento di minacciare di andarsene se in realtà sperate che vi riavvicini a lui/lei”.
Una serata con gli amici? Per te è un abbandono
Un partner che chiede i suoi spazi non sta pianificando una fuga all’estero, eppure per qualcuno quel vuoto è intollerabile. Il dottor Nguyen spiega che “quando il tuo partner trascorre del tempo da solo, esce con gli amici, desidera passare del tempo separato da quello che trascorre con te, o stabilisce dei limiti che gli concedono spazio, provi un senso di panico, rifiuto, abbandono, isolamento o profonda tristezza”.
Analizzare i messaggi come codici segreti
Diventare detective del linguaggio del corpo o calcolare i secondi che l’altro impiega a rispondere per messaggi è estenuante. Significa, come dice Nguyen, “monitorare e analizzare costantemente l’umore, il tono di voce e i tempi di reazione del partner, cercando di anticipare i suoi sentimenti nei nostri confronti”. È il cervello che si mette in modalità difensiva: “Il tuo cervello potrebbe essere costantemente in allerta per rilevare minacce, scansionando continuamente alla ricerca di qualsiasi segno, indizio o segnale di disconnessione”.
Il loop infinito del “Ma mi ami ancora?”
Chiedere conferme ci sta, ma se diventa un disco rotto si rischia l’effetto contrario. Chi soffre di ansia da attaccamento non si accontenta mai. Nota infatti l’esperto: “Quando si percepisce una minaccia nella relazione, si possono porre spesso domande come: “Va tutto bene?”, “Ti importa ancora di me?” o “Mi ami ancora?”. E anche con le rassicurazioni del partner, si può continuare a temere profondamente che un giorno possa andarsene”.
Imparare a fare un bel respiro e a tranquillizzarsi da soli è il vero segreto per salvare il rapporto.
