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Semi di tamarindo e una calamita per ripulire gli oceani

Tre liceali indiani hanno inventato un metodo assurdo (ed economico) per eliminare le microplastiche dall'acqua

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di Andrea Benatti

Pensavate che per salvare il pianeta servissero tecnologie fantascientifiche da trilioni di dollari? Beh, forse dovreste ricredervi. La notizia è uscita qualche tempo fa ma potrebbe avere un impatto importante in termini di sostenibilità ambientale, soprattutto in paesi con scarse risorse economiche.

Tre studenti indiani – Avvana, Vivaan e Ariana – hanno appena vinto l’Earth Prize 2026 per un’idea che è geniale nella sua semplicità: hanno creato Plas-Stick, una polvere biodegradabile ricavata dai semi di tamarindo.

Il suo funzionamento? Basta versarla nell’acqua e questa sostanza fa da “calamita” per tutte le microplastiche presenti e invisibili, attirandole e incollandole tra di loro; bastano pochi secondi e la plastica si aggrega in grumi ben visibili che possono essere eliminati. Indovinate come? Con una semplicissima calamita naturale.

L’invenzione, che potrebbe sembrare così banale quanto poco applicabile su larga scala, in realtà risulta essere un’utilissima alternativa super low-cost che manda in pensione i vecchi e complessi sistemi di filtraggio in zone del mondo dove questi apparati sono carenti e poco funzionali.

Il premio che i tre ragazzi si sono portati a casa – 12.500 dollari – è stato reinvestito totalmente nella ricerca e nello sviluppo del prodotto: insieme agli esperti dell’Indian Institute of Technology dell’Assam, verranno costruiti dei piccoli centri di produzione nei villaggi più isolati e remoti del paese.

L’obiettivo principale è rendere Plas-Stick accessibile a tutti, soprattutto a chi oggi non ha a disposizione acqua pulita.

Come dire: avere meno di vent’anni e cambiare il mondo con un pugno di semi e una calamita.

 

Fonte: Repubblica.it

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