I ragazzi di oggi stanno trovando una scorciatoia per evitare le fatiche dei primi amori: lo schermo di uno smartphone. Ormai le relazioni virtuali piacciono più di quelle vere, soprattutto perché risparmiano la fatica di gestire i conflitti.
I dati dello studio sui giovani e le relazioni con l’AI
A fare luce sulla questione è un’indagine di Male Allies UK basata su mille interviste a giovani tra i 12 e i 16 anni. I risultati parlano chiaro: la quasi totalità, ben l’85%, ha già chattato con un algoritmo, il 20% conosce qualcuno che ha una storia con un bot e più di un quarto preferisce i complimenti di un’app a un legame reale.
Perché gli adolescenti preferiscono i chatbot?
La motivazione principale, per il 58% del campione, è la comodità: con l’intelligenza artificiale si ha il vantaggio di poter sempre “controllare la conversazione”.
C’è anche un’altra ricerca a dare manforte a questo scenario, spiegando che la metà dei teenager sfrutta queste chat mensilmente anche solo come palestra sociale, ad esempio per superare l’ansia da primo approccio. I ragazzi, storicamente meno abituati a esprimere le proprie fragilità emotive, sono le vittime perfette.
Cosa rende queste fidanzate digitali così irresistibili
“L’intelligenza artificiale convalida, conferma, non si stanca mai, non si oppone mai”, ha chiarito Nicholas Velotta, esperto di dinamiche relazionali per Arya, in un’intervista rilasciata al New York Post. “Per un adolescente che sta ancora costruendo la propria identità, questo tipo di attenzione senza attrito può essere percepita come intimità”.
Il rovescio della medaglia però è pesante. Superare i rifiuti, i malintesi e i primi cuori infranti è l’unico modo per farsi le ossa. Secondo Velotta, infatti, le ripercussioni non riguarderanno solo la vita di coppia: “Una generazione che ignora questa fase formativa non solo fatica ad amare bene, ma fatica anche a lavorare, collaborare e accettare un rifiuto.”
L’esperto specifica al Post che la tecnologia in sé non è il male assoluto e che, se usata bene, potrebbe persino rivelarsi utile a livello psicologico. Il disastro succede quando l’algoritmo diventa un rimpiazzo della realtà.
