Il momento del primo rapporto sessuale potrebbe raccontare qualcosa sul modo in cui si invecchia. A dirlo è uno studio riportato dal New York Post, secondo cui l’età del cosiddetto debutto sessuale sarebbe collegata a fragilità, benessere e salute nella vita adulta.
Cosa dice lo studio sull’età del primo rapporto
I ricercatori dell’Università di Shandong, in Cina, hanno analizzato dei campioni di DNA L’obiettivo era capire se il momento della prima attività sessuale potesse avere un legame con il futuro stato di salute.
Secondo quanto emerso, chi perde la verginità molto presto potrebbe presentare, con l’avanzare dell’età, un rischio maggiore di fragilità. I ricercatori hanno preso in considerazione 145 possibili fattori in grado di spiegare il fenomeno, tra cui debolezza fisica, salute mentale più delicata e una maggiore propensione ad alcune malattie polmonari.
Perché prevenzione ed educazione contano
Lo studio non va letto come una condanna automatica, ma come un invito a intervenire prima, soprattutto quando ci sono segnali di vulnerabilità. Lo ha spiegato anche Long Sun, autore corrispondente della ricerca: “La prevenzione e l’intervento nel corso della vita possono contribuire a ridurre gli svantaggi per la salute in età avanzata e a promuovere un invecchiamento più sano”.
Il punto, quindi è capire quali condizioni possano rendere alcuni adolescenti più esposti a rischi futuri. Sun aggiunge infatti: “I nostri risultati confermano ulteriormente l’importanza di un’educazione sessuale precoce e di un supporto più ampio per gli adolescenti che potrebbero essere a maggior rischio.”
Intanto, la Gen Z sembra andare in una direzione diversa: l’inizio dell’attività sessuale viene spesso rimandato, forse per il modo in cui oggi si svolgono gli appuntamenti e per il tempo sempre maggiore passato davanti agli schermi.
(Credits: Getty Images)
