Comunicare i desideri sotto le lenzuola è solitamente vantaggioso, ma quattro parole specifiche possono destabilizzare l’uomo.
La frase “Non fermarti, più forte“, pur essendo comune, rischia di trasformarsi in un killer dell’erezione a causa della pressione che genera.
L’impatto psicologico della performance
L’esperta di sessualità Gigi Engle spiega a Metro che il problema nasce quando si assume che certi incitamenti siano universalmente eccitanti: “Il problema sorge quando si presume che sia davvero eccitante… mentre per alcuni potrebbe significare non poter raggiungere l’orgasmo troppo velocemente, altrimenti si sentirebbero dei falliti“.
Su Reddit, James conferma come questo comando generi un carico eccessivo: “Sembra che in questi momenti mi impegni al massimo finché non diventa fastidioso, e a volte perdo l’erezione. Questo mi crea un’insicurezza, la paura di essere una delusione a livello sessuale“.
Anche lo psicoterapeuta Alec Williams ha dichiarato a Metro che l’uomo finisce intrappolato nei propri pensieri: “Si concentrano così tanto sulla performance e sul ‘fare le cose per bene’ che rimangono intrappolati nei propri pensieri. Naturalmente, questo può influenzare le reazioni del loro corpo“.
La soluzione: il dialogo
Oltre all’aspetto mentale, Engle avverte dei rischi fisici legati alla foga: se il pene esce e viene reinserito con forza “potrebbe portare a una frattura del pene“.
Per rimediare, suggerisce di chiarire i termini, ricordando che “più forte non significa sempre più veloce, può significare spinte più profonde ma molto lente“.
La soluzione risiede nel dialogo. Williams consiglia di “coltivare un dialogo interiore gentile e compassionevole e di ridefinire il sesso concentrandosi sulla connessione“, mentre la partner può verificare l’effetto delle sue parole chiedendo: “So che per alcune persone può creare pressione… ti piace?“.
Spostare il focus sulla presenza reciproca è la chiave per un’intimità serena.
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