Spesso viviamo il sesso come una corsa per arrivare al traguardo: l’orgasmo. Ma i numeri dicono che non è così facile per tutti.
Uno studio di YouGov rivela che solo il 30% delle donne lo raggiunge sempre durante un rapporto, contro il 61% degli uomini. Spesso il problema è proprio la fretta di “finire il lavoro”, che ci impedisce di capire cosa ci piace davvero.
Cos’è la mappatura del piacere?
La sessuologa Gigi Engle ha spiegato a Metro che questa è una “pratica che può cambiare il modo in cui una persona si relaziona con il proprio corpo e la propria sessualità”. Invece di puntare subito alle zone erogene, si esplora con calma tutto il corpo: braccia, pancia, collo, gambe. Senza l’ansia di dover arrivare per forza al sesso.
Come si fa (anche in coppia)
Il segreto è scambiarsi i ruoli. Gigi Engle spiega: “un partner tocca mentre l’altro riceve, senza l’obiettivo del sesso o dell’orgasmo. Chi riceve può dare un feedback delicato come “più piano”, “più lento” o “rimani lì”, il che favorisce una migliore comunicazione sul piacere”. Poi, naturalmente, “ci si scambia i ruoli”.
Perché funziona
È utile perché toglie di dosso lo stress e le aspettative. Molti di noi non sanno nemmeno cosa gli piaccia davvero, perché seguono schemi già visti o abitudini frettolose.
Secondo l’esperta, questo metodo ci rende autonomi: “Invece di ipotizzare cosa potrebbe piacere al partner, le persone acquisiscono informazioni concrete sul proprio corpo. Questo ci dà la possibilità non solo di dire “Mi piace questo”, ma anche di capire come, dove e in quali condizioni qualcosa ci fa stare bene”.
(Credits: Getty Images)
