di Andrea Benatti
La musica trap rompe i propri schemi e stringe un legame del tutto inedito con una delle opere d’arte più celebri e iconiche al mondo.
Protagonista di questo virtuoso incontro è Sfera Ebbasta che, dopo aver trasformato l’Ultima Cena di Leonardo da Vinci nello scenario del suo ultimo videoclip “Lontano” (che fa da apripista a “PUROSANGUE”, il nuovo lavoro discografico in uscita l’11 dicembre per Universal Music Italia), compie un passo ulteriore trasformando quell’opportunità artistica in un’iniziativa concreta di solidarietà e integrazione sociale.
Nel corso del mese di novembre, il Museo del Cenacolo Vinciano ospiterà tre giornate di visite a porte chiuse, pensate per avvicinare alla bellezza rinascimentale giovani e ragazzi che vivono in contesti complessi o in situazioni di fragilità.
Dal set musicale all’impegno sociale
L’iniziativa prende vita dal connubio senza precedenti tra il rapper milanese e l’istituzione museale: Sfera Ebbasta è stato infatti il primo interprete nella storia ad aver ottenuto il permesso di girare un video musicale a pochi passi dal capolavoro leonardesco.
Sfruttando l’enorme attrattiva del rapper sulle nuove generazioni, il progetto mira ad abbattere le barriere culturali e psicologiche che spesso allontanano determinate fasce sociali dai musei e dai luoghi d’arte tradizionali.
Il programma delle visite straordinarie
Il calendario dell’iniziativa si snoda attraverso tre appuntamenti dedicati:
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Giovedì 5 novembre: le sale del museo accoglieranno le classi dell’Istituto Comprensivo Piazza Costa “Morandi” di Cinisello Balsamo.
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Domenica 8 novembre: la visita sarà riservata ai ragazzi seguiti dalle realtà d’inclusione sostenute dalla fondazione I Bambini delle Fate.
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Venerdì 13 novembre: l’accesso speciale sarà dedicato ai giovani degenti del reparto di Pediatria dell’Ospedale Niguarda.
Un ponte tra culture e generazioni
L’obiettivo di queste tre giornate è promuovere una fruizione della cultura davvero inclusiva e democratica.
La scelta di coinvolgere un’icona musicale come Sfera Ebbasta risponde a una logica precisa: utilizzare il suo canale espressivo e la sua enorme popolarità per parlare ai giovani con il loro stesso linguaggio, riducendo le distanze tra il grande pubblico e le istituzioni museali, spesso percepite come troppo lontane dalle masse.
Il percorso che connette le periferie al capolavoro di Leonardo dimostra come la cultura popolare possa farsi veicolo di coesione sociale; in quest’ottica, quindi, l’opera d’arte smette di essere un reperto immobile da ammirare a distanza e torna a rivestire la sua funzione primaria: unire le persone e creare occasioni di reale condivisione.
Fonte: newsic.it
Instagram: sferaebbasta

