Anche gli uccelli si masturbano e, a quanto pare, non c’è sempre motivo di preoccuparsi. Per anni questo comportamento è stato visto come un campanello d’allarme: stress, noia, cattive condizioni di vita o malessere. Ora però uno studio pubblicato su Ecology and Evolution e riportato da Vice invita a guardare la questione con più naturalezza.
Perché non c’è da preoccuparsi
Secondo la ricerca, la masturbazione negli uccelli non sarebbe necessariamente un segnale negativo. Anzi, potrebbe essere semplicemente parte dei loro comportamenti sessuali, proprio come accade in molte altre specie.
In passato, alcuni veterinari hanno consigliato ai proprietari di intervenire o di scoraggiare questa abitudine, considerandola qualcosa da correggere. Ma la nuova lettura è diversa: non tutto quello che agli esseri umani sembra strano è per forza sintomo di disagio.
Lo studio smentisce vecchie teorie
La ricerca, guidata da Chloe Heys dell’Università del Lancashire, ha raccolto dati su 120 specie diverse, tra cui pappagalli, anatre, tacchini e polli. Il risultato? Questo comportamento esiste, è diffuso e sembra evolversi insieme agli altri aspetti della sessualità animale.
Curiosamente, sarebbe anche più comune negli uccelli selvatici, quindi non riguarda solo quelli che vivono in casa o in cattività.
Il punto, quindi, è non trasformare subito un comportamento naturale in un problema. Se un uccello sta bene, fermarlo a tutti i costi potrebbe essere inutile o persino dannoso.
