Ci stiamo lentamente abituando al green pass per recarci al ristorante o ad esempio in palestra, ma non tutti si sono arresi a questa nuova regola; c’è chi tenta di fare il furbo. Difficilmente i gestori insieme al QR code si prendono la briga di controllare anche i documenti dell’intestatario del green pass. Così un ragazzo di 20 anni a Milano ha provato a entrare in una palestra in zona Porta Romana con il green pass che però era collegato al nome di un altro.
Il titolare conosceva infatti il ragazzo e si è accorto che i dati del certificato mostrato all’ingresso non coincidevano con i suoi; invece di scusarsi e andarsene il ragazzo si è scaldato, diventando aggressivo, a quel punto il titolare ha chiamato le forze dell’ordine. Anche in presenza degli agenti il ragazzo ha continuato a inveire contro le nuove norme del DPCM in materia green pass, e difendendo la sua posizione di no vax. La polizia ha accertato che il green pass non era il suo e sono in corso gli accertamenti per capire se si tratti di un green pass falso oppure di quello di un amico o famigliare. In ogni caso, il giovane rischia una multa che va dai 400 ai 1000 euro. Forse era meglio rinunciare alla palestra!
