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Simulide, la “mosca nera” che morde: i rischi e come difendersi

Piccola, nera e cattiva: il simulide colpisce dove meno te lo aspetti

Se in estate pensi che il peggio siano le zanzare, preparati a conoscere il simulide. Piccolo, scuro, anonimo… eppure il suo morso può farti rimpiangere i pizzichi delle zanzare tigre. Non a caso lo chiamano mosca nera, anche se – come analizzato da Supereva – con la mosca di casa non ha quasi nulla in comune.

“Quando ti morde sembra un taglietto, non una puntura”, raccontano molti che hanno fatto il “meeting ravvicinato” con questo insetto. Il risultato è subito visibile: pelle arrossata, gonfiore, prurito da grattarsi contro i muri.

 

Perché il morso del simulide fa così male

Il segreto sta nel modo in cui si nutre. Mentre i maschi sono pacifici, le femmine hanno bisogno di sangue per deporre le uova. E non usano la delicatezza: incidono la pelle con un apparato boccale affilato e lasciano dietro di sé un cocktail di saliva irritante e anticoagulante.

Effetto immediato?

E c’è pure il rischio di infezioni se, accecati dal fastidio, si gratta troppo. “Peggio del morso è la tentazione di grattarsi, ed è lì che cominciano i guai”, spiegano i dermatologi.

 

Come difendersi e cosa fare dopo il morso

La strategia numero uno è evitare l’incontro. I simulidi vivono vicino a fiumi e torrenti, quindi se vai in quelle zone:

Se invece uno di loro riesce a morderti:

Solo nei casi rari di febbre, forte dolore o gonfiore anomalo serve l’intervento del dottore.

 

Cosa c’è da sapere

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