Le sfide digitali come il No Nut November e il movimento NoFap hanno acceso il dibattito sugli effetti dell’astensione dalla masturbazione.
Nonostante ciò, l’autoerotismo resta una pratica comune; un rapporto della Columbia University indica che l’84% degli americani vive serenamente la propria sessualità privata.
Ancora un tabù
Secondo Bedbible, il 53% delle persone prova vergogna per la propria gestione sessuale, mentre il 47% si sente a disagio nel parlarne.
Alcuni uomini sostengono che l’astinenza aumenti testosterone e concentrazione, ma è fondamentale osservare cosa accade durante l’atto: il corpo rilascia endorfine, dopamina e ossitocina.
Quest’ultima, nota come “ormone dell’amore“, è scientificamente collegata alla riduzione del cortisolo, l’ormone dello stress, rendendo l’orgasmo uno strumento naturale di benessere.
Come influisce positivamente?
Sul piano della fertilità, uno studio del 2019 su Andrology ha mostrato che un’astinenza tra uno e quattro giorni può migliorare volume e motilità degli spermatozoi.
Tuttavia, Planned Parenthood chiarisce che la masturbazione non riduce la conta spermatica, sebbene la Shree IVF Clinic avverta che una frequenza eccessiva, superiore alle tre volte al giorno, possa impattare sulla densità seminale per singola eiaculazione.
L’idea che astenersi aumenti il desiderio verso il partner non gode di supporto scientifico univoco. Se per alcuni l’attesa rende il rapporto più intenso, per altri l’effetto può essere nullo o persino opposto.
I benefici dell’astinenza restano una questione soggettiva, legata al desiderio individuale e alle dinamiche relazionali, piuttosto che a una regola biologica universale.
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