Capita a chiunque, eppure se ne parla sempre con un pizzico di timidezza o imbarazzo: parliamo dei sogni erotici. Come chiarito dalla ginecologa Monica Calcagni in un video per Webboh, non c’è alcun motivo per sentirsi a disagio: si tratta di un’esperienza fisiologica che coinvolge tutti, senza distinzioni.
Perché la nostra mente crea queste fantasie?
Il punto centrale non è il “cosa” sogniamo, ma il “come” la nostra mente si libera. Quando riposiamo, le difese e i filtri che utilizziamo nella vita quotidiana si abbassano drasticamente.
Secondo la dottoressa, è proprio in questa fase che l’immaginazione prende il controllo, esplorando territori che da svegli fatichiamo a scorgere.
A tal proposito, Calcagni chiarisce: “Può succedere che la nostra immaginazione vaghi e che noi magari ci troviamo a stare in quelle situazioni che forse abbiamo paura ad esprimere così direttamente.”
In pratica, il sogno diventa uno spazio sicuro dove la nostra mente può testare desideri o scenari senza il peso del giudizio altrui o dei tabù sociali.
Non solo di notte: ogni momento è buono
Un dettaglio interessante riguarda il “quando”. Non è necessario cadere in un sonno profondo per vivere queste fantasie; il nostro cervello non segue orari rigidi. La dottoressa Calcagni ha infatti precisato: “I sogni erotici si possono fare di giorno, di notte, ma anche quando ci si appisola il pomeriggio dopo aver mangiato”.
Dunque, che si tratti di un rapido pisolino pomeridiano o di un momento di relax post-pranzo, la dinamica resta la stessa: basta una pausa dalla realtà perché la mente inizi a navigare tra i propri desideri più nascosti.
Insomma, invece di farsi troppe domande o sentirsi in colpa, basterebbe guardare questi sogni con curiosità. Non sono altro che segnali della mente che ci aiutano a capire meglio cosa o chi ci piace. Accettarli per quello che sono, ovvero una parte normalissima della nostra vita, è il primo passo per stare bene con se stessi e con la propria sessualità.
