Nel panorama musicale italiano, Juli (nome d’arte di Julien Boverod) si è costruito una reputazione rara: quella di artista e produttore capace di mettere al centro la sincerità. A soli 27 anni ha già attraversato un percorso complesso, iniziato a 17 tra studio, cambi di città e lavori precari. Il suo primo album, Solito cinema, racconta proprio questo viaggio: non una celebrazione della carriera, ma un diario emotivo di crescita e resistenza.
Il disco è stato anticipato dal singolo Quelli come me, realizzato con Coez, e conferma una cifra stilistica precisa: niente maschere, solo esperienze vissute. In un’intervista a FQ Magazine, spiega: “Questo album è un po’ un bigliettino da visita di questi 27 anni della mia vita, non tanto della carriera o del percorso artistico. C’è molto della mia stabilità emotiva e non… Un punto dopo qualche anno bellissimo con mille traguardi e mille cose impensabili. Voglio sfruttare il disco per prendere una boccata d’aria e per godermi anche un po’ quello che è il frutto di questi anni e quindi è questo il mio miglior biglietto da visita che racchiude il disco. Tutto questo è arrivato nel momento giusto e perfetto e sono contento che sia venuto fuori in maniera ultra naturale”.
Il passato tra lavori in fabbrica, volantinaggio e sogni incerti
Juli non ha costruito la sua carriera su scorciatoie. Prima di affermarsi nella produzione musicale, ha lavorato in fabbrica, fatto volantinaggio e affrontato periodi di grande instabilità economica. Un percorso iniziato presto, lasciando la sua Valle d’Aosta per cercare opportunità a Torino e poi a Milano. “Non è facile, come nel mio caso, mollare la scuola e addentrarsi in un percorso non lineare. Ho dovuto cambiare città per inseguire i miei sogni, perché in Valle d’Aosta dove sono nato le possibilità sono poche. E quindi diciamo che ho dovuto fin da subito prendere la strada più difficile, che era quella dell’affidarsi anche un pochino al caso”.
Parlando del suo passato, racconta senza filtri il peso delle scelte giovanili e delle difficoltà: “Facevo lavori a destra e sinistra. Non avendo un titolo di studio, mi sono ‘accontentato’ di andare o in fabbrica o fare volantinaggio, ho fatto qualsiasi cosa. Ho cercato di organizzarmi col tempo perché da un lato dovevo lavorare, dall’altra dovevo andare avanti nel percorso della produzione musicale. Quindi erano spesso part time e soluzioni per arrancare”.
Il rapporto con Olly: più di un’amicizia
Il legame con Olly rappresenta il punto di svolta della sua vita artistica. Non una semplice collaborazione, ma una rete di relazioni che ha coinvolto anche le rispettive cerchie di amici, trasformandosi in una vera “casa” condivisa. Juli lo descrive come un rapporto cresciuto lentamente, senza artifici: “Io e Olly siamo una coppia di fatto. È stato un rapporto partito molto lentamente e costruito nel tempo. Avendo cambiato due volte città, la prima a 17 anni e poi a 23, molti miei punti fermi e amicizie li ho persi strada facendo. Poi ho conosciuto Olly e si è creato un qualcosa che, ad oggi, è il mio presente”.
Juli rifiuta l’etichetta di “uomo ombra” di Olly: “Si è creato un blocco unico che per me, ad oggi, è casa. Quindi io e lui siamo solo la punta dell’iceberg di un nucleo bello solido. Una vera e propria comunità. Quello che c’è fra me e Fede è una cosa che sappiamo solo noi, siamo noi che ci viviamo tutti i giorni e non è importante come vengo definito. Io faccio con lui quello che faccio anche con altri artisti come mi è capitato di fare con questo album. Non ho problemi su come vengo definito”.
La collaborazione con Emma
Anche perché nel corso degli anni ha lavorato con decine di artisti oltre a Olly, come Emma, Tommaso Paradiso e altri nomi di primo piano. Con Emma, in particolare, ha vissuto un’esperienza significativa legata a Sanremo e al brano Apnea, che ha rafforzato la sua presenza nel panorama mainstream. “Mi ha colpito la facilità con la quale si è affidata a me e non solo per il brano di Sanremo. Spesso succede che ti prendono un brano per il Festival, poi tu non vedi più l’artista, non li senti più, fanno il loro disco per i fatti loro. Mentre Emma mi aveva fatto un bellissimo discorso sull’inizio del nostro viaggio insieme. Questa cosa mi ha colpito tantissimo, in un momento in cui in pochi credevano in me, lei si è proprio affidata”.
(Credits: Ufficio Stampa e TikTok @elisalosito1)
