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Spaghetti alla puttanesca: ecco perché si chiamano così

La storia e le curiose leggende dietro il nome della pasta alla puttanesca

Credits: Getty Images

13 Gennaio 2026

Era la fine degli anni Cinquanta a Ischia, precisamente nel celebre ristorante “Rangio Fellone”. Il servizio era ormai concluso, ma un gruppo di amici del proprietario aveva ancora fame e insisteva per mangiare. È proprio qui che, secondo una delle ricostruzioni più affascinanti, sarebbe nato il nome di uno dei primi piatti più amati d’Italia.

 

Perché si chiama “puttanesca”? La spiegazione dell’antropologo

Come raccontato dall’antropologo Marino Niola dell’Università Suor Orsola Benincasa, nella rubrica “Un antropologo in cucina” per Il Gusto di Repubblica, la genesi sarebbe dovuta a una richiesta colorita: “Ma dai, facci una putt*nata qualsiasi!”.

Il cuoco, usando i pochi ingredienti rimasti in dispensa – acciughe, aglio, capperi e pomodoro – creò un vero capolavoro. Niola spiega che il passaggio dal termine usato quella sera al nome attuale è stato del tutto naturale: “Da putt*nata a puttanesca, evidentemente, il passo è breve”.

Esiste però una seconda teoria. Secondo questa versione, racconta Niola: “Una vuole che fossero un piatto tipico che si preparava in una casa di tolleranza napoletana sui quartieri spagnoli, a Napoli, per gli avventori e quindi in quel caso il nome parla da solo”.

Anche se gli ingredienti erano presenti da tempo nei ricettari partenopei, il nome “puttanesca” è apparso ufficialmente solo in seguito. La prima traccia scritta risale agli anni Cinquanta, nel romanzo Ferito a morte di Raffaele La Capria. In quell’occasione, l’autore parlava di spaghetti “alla puttanesca alla maniera di Siracusa”, allontanando momentaneamente il legame con Napoli.

Ma il professore sottolinea come la ricetta originale sia profondamente napoletana, nonostante il nome sia arrivato in un secondo momento: “Manca solamente il nome, che perciò dev’essere arrivato dopo”.