La bacheca dei primati si arricchisce di un trofeo dal valore inestimabile, che sancisce definitivamente lo spessore letterario e compositivo di un’icona globale. All’età di 36 anni, Taylor Swift fa il suo ingresso ufficiale nella Songwriters Hall of Fame, l’istituzione d’oltreoceano nata nel 1969 per celebrare le penne più brillanti della musica contemporanea.
La cerimonia, andata in scena nella splendida cornice del Marriott Marquis Hotel di New York, ha decretato la popstar come la donna più giovane della storia a ottenere questo scranno. Swift ha polverizzato il record di Carole Bayer Sager, che resisteva dal lontano 1987 quando fu accolta a 43 anni, mentre il primato anagrafico assoluto resta saldamente nelle mani di Stevie Wonder, inserito nel 1983 a soli 32 anni.
I vent’anni di carriera dal debutto folk alla consacrazione pop
L’accesso a questo esclusivo pantheon musicale non è certo frutto del caso, ma risponde a rigidi criteri meritocratici. Il regolamento dell’istituzione prevede infatti che i candidati possano essere presi in considerazione soltanto dopo che siano trascorsi vent’anni dalla pubblicazione del primo brano commerciale.
Per la cantautrice il cronometro è scattato ufficialmente nel giugno del 2006, quando le radio accolsero il singolo d’esordio Tim McGraw. Da quella scintilla è scaturito un catalogo monumentale composto da dodici album in studio e impreziosito da 14 Grammy Awards, incluse quattro storiche vittorie nella categoria più ambita di tutte, quella per l’Album dell’anno, un traguardo mai eguagliato da nessun altro artista prima d’ora.
Le lacrime sul palco
Il momento più toccante della serata ha visto la popstar visibilmente commossa mentre ricordava i primi passi mossi nel mondo della discografia e il sacrificio d’amore della sua famiglia, che scelse di abbandonare la Pennsylvania per trasferirsi a Nashville pur di sostenere le sue precoci ambizioni creative.
A introdurre la premiazione è stato un ospite d’eccezione, il leggendario regista Steven Spielberg, che ha elogiato pubblicamente la rara capacità della Swift di tramutare le emozioni private in racconti universali nei quali chiunque può rispecchiarsi. Prima del suo discorso di ringraziamento, la platea ha potuto ascoltare le esibizioni acustiche dei brani Cardigan e Dear John, reinterpretati dal vivo.
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