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Testo e significato del singolo di Marco Mengoni: “Giornate perse”

Cosa racconta “Giornate perse”: la confessione di Marco Mengoni tra momenti no e voglia di ripartire

Marco Mengoni torna con il nuovo singolo Giornate perse, un pezzo intimo e diretto che racconta le fragilità senza troppi filtri. 

 

 

La canzone accompagna il suo nuovo progetto Allo Sbagliato, lo spazio al Teatro Principe di Milano dove il cantante firma la direzione artistica tra serate live sempre diverse, comicità e DJ set.

 

Il significato di “Giornate Perse” di Marco Mengoni

In Giornate perse Marco Mengoni mette da parte le sovrastrutture per fare un discorso sincero a se stesso. 

 

 

Tra le righe del testo emerge quella sensazione che tutti conosciamo: sentirsi persi, bloccati nei propri pensieri e incapaci di reagire, mentre fuori il mondo continua a girare. 

La frase “Ora Marco non pensare e fai silenzio in questa stanza” diventa il simbolo di una testa che non si spegne mai e di una solitudine difficile da gestire. 

Ma la canzone non si ferma al buio: quando la tempesta nella testa finalmente si placa, il pezzo cambia energia e diventa un invito a fare un bel respiro, correre verso il mare e lasciarsi tutto alle spalle per ricominciare.

 

Il testo

Non ti rivedrò, ci sono troppi muri intorno

E se mi mancherai, non è quello che voglio

Sento i vetri in gola, spero cambi tutto, spero cambi

 

Ora Marco non pensare e fai silenzio in questa stanza

 

Che non è niente, e non è niente

E non fate caso a quello che dico ultimamente

Sono cazzate, non perle

Sono giornate perse

A starmene in coda da solo, sempre

Facendo finta che non, che non sia successo niente

 

C’è ancora troppo vuoto intorno a me

L’avresti detto mai (che)

Che ci vuole coraggio a non avere coraggio

E ammetterlo a se stessi

Ogni mattina nello specchio in bagno (ti sento ancora)

Non so nemmeno con chi sto parlando (per quel che vale)

Non so più se ci siamo visti ieri  (non ricordo)

Forse è passato quasi più di un anno

 

Ora Marco non pensare e fai silenzio in questa stanza

Non esisti per nessuno

Urli, ma non è abbastanza

 

Che non è niente, e non è niente

E non fate caso a quello che dico ultimamente

Sono cazzate, non perle

Sono giornate perse

A starmene in coda da solo, sempre

Facendo finta che non, che non sia successo niente

 

Che bello l’attimo in cui l’uragano smette

Da sento lontano solo i freni delle biciclette

Si calma il fiume di pensieri che fa debordare la volta celeste

I portaceneri di sigarette

Adesso fai un respiro e corri verso il mare

Copri la luna con le dita e fatti trasportare

Ora Marco non ti serve più il silenzio in quella stanza

 

Che non è niente, e non è niente

E non fate caso a quello che dico ultimamente

Sono cazzate, non perle

Sono giornate perse

A starmene in coda da solo, sempre

Facendo finta che non, che non sia successo niente

 

 

(Credits: Instagram @mengonimarcoofficial)

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